Time Lord: taking his time

Robert Lee Williams III è un nome piuttosto lungo e non troppo appariscente, associato ad un centro approdato in Nba nel Draft 2018 con la 27esima scelta assoluta dei Boston Celtics, scivolando di molte posizioni per dubbi sui problemi fisici e sullo sviluppo che avrebbe dovuto intraprendere. L’arrivo nella lega è silenzioso, viene da due anni di college a Texas A&M e gli scout lo definiscono come un centro spaventosamente atletico, ma con limiti sul lato caratteriale per quanto riguarda migliorarsi. Le previsioni si rivelano accurate su entrambi i fronti, prima quando Robert non si sveglia per prendere parte alla sua conferenza introduttiva e subito dopo non si presenta al primo allenamento, deludendo il coaching staff di Boston. Inoltre accusa subito un infortunio al ginocchio in summer league.

Questi eventi che al momento facevano mal sperare per il futuro di questo ragazzo della Louisiana gli hanno invece regalato uno dei soprannomi più peculiari della lega: Time Lord. Così il Celtics Twitter ha chiamato il rookie, scherzando sul fatto che: “non era in ritardo, semplicemente opera su di una linea temporale differente”. Un nomignolo con senso di scherno, che però Rob ha accettato e da cui ha forse anche tratto una lezione che lo ha spronato a dare il meglio. Sfortunatamente il lato fisico non ha smesso di essere grigio per Time Lord, nelle sue due prime stagioni gioca complessivamente solo 63 partite a causa di infortuni, principalmente alla schiena. Nonostante questo si intravedeva già il giocatore che poteva diventare, qui una delle prime uscite contro i Pelicans di AD.

La prolungata assenza dal campo può aver motivato Robert, che ha iniziato la stagione attuale in forma e prendendola un po’ come un nuovo inizio. Nella stagione attuale ha già giocato 29 partite con una media di 16 minuti a sera, complice anche la poca profondità dei Celtics. In termini di gerarchie si può dire che parte dietro Tristan Thompson e Daniel Theis, tuttavia come tipologia di centro è il perfetto backup di TT. Anzi, i numeri di Time Lord sui 36 minuti sono leggermente migliori, forse anche perché spesso giocati contro le second unit.

Come già detto parliamo di un giocatore “run and jump”, pur essendo 2.03 metri per 107 kg copre bene il campo, in difesa grazie all’atletismo fuori dal normale riesce a stoppare praticamente chiunque, anche fuori tempo. Invece nella metà campo offensiva è una lob threat praticamente costante, riesce ad arrivare in molto in alto molto velocemente. Il classico giocatore che regala spettacolo ogni sera insomma.

Nell’ultimo periodo si sta mettendo bene in mostra, negli ultimi 5 match gira a 9.8 punti, 7.2 rimbalzi e 2.2 stocks (stoppate + rubate) a partita su 19.7 minuti. Nelle ultime due vittorie contro Clippers e Raptors ha anche giocato buona parte del crunch time, da protagonista contro la squadra di LA. La caratteristica che rende speciale Time Lord oltre all’atletismo è la coordinazione, infatti riesce a saltare con il tempo perfetto: sia per chiudere gli alley-oop, tenendo bene anche piccoli contatti,

che per prendere dei rimbalzi lunghi.

Dopo una partenza lenta, sembra che la linea temporale di Robert inizi ad avvicinarsi alla nostra, di questo non possono che gioire i Boston Celtics che hanno investito su di lui. Questo ragazzo compierà 24 anni a novembre e da qui può solamente migliorare, è presto per sbilanciarsi ma i Cs potrebbero aver trovato un po’ di valore tra le molte pick degli ultimi anni, che non hanno ancora inciso in modo notevole (Langford, Grant Williams, Waters, Edwards). Comunque non si può dire a Time Lord quanto metterci per sbocciare, è lui a decidere.

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