LE 3 FOTO DELLA PRIMA PARTE DI STAGIONE

L’all-star break è spesso momento per trarre le prime conclusioni e fare delle considerazioni riguardo alla prima parte di stagione, a cosa abbiamo visto e cosa ricorderemo in vista della seconda parte, quella che ci porterà direttamente alla postseason. Quindi ecco le 3 foto che raffigurano quello che abbiamo visto fino ad ora:

Non possiamo sicuramente non spendere due parole sulle due squadre rivelazione di quest’anno. Phoenix e Utah, soprattutto se si parla della prima, sono protagonista di una vera rinascita che li sta portando rispettivamente al secondo e primo record della lega.Per quanto riguarda Phoenix, l’exploit avuto nella bolla è stato riconfermato in tutto e per tutto, soprattuto grazie a una grandissima postseason passata di grandissimo livello, dove su tutti ad arrivare sono stati Jae Crowder, perfetto per il tipo di gioco e rotazioni, ma soprattutto un signore giovane di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro, a nome Chris Paul. L’arrivo di un play di così tanto spessore ha permesso anche l’esplosione totale di Devin Booker che adesso si limita ai suoi compiti da scorer puro, che lo stanno portando a una spaventosa media di quasi 50% dal campo. Inoltre, l’innesto di Crowder in un contesto con già due ottimi difensori come Ayton e Bridges (che stanno anche loro vivendo la miglior stagione in carriera) ha permesso di costruire un vero fortino che porta Phoenix al secondo miglior Net rating della lega. Oltre ai titolari c’è da menzionare la crescita dei due Cameron, Johnson e Payne, che dalla panchina insieme al buon Frank Kaminsky, stanno rappresentando un fattore per la squadra di Monty Williams.Utah invece sta rappresentando la vera sorpresa stagionale: 27-9 un record impensabile a inizio stagione, dove la squadra di Snyder si apprestava ad essere una di quelle che avrebbe combattuto per un posto ai playoff. Quasi tre mesi dopo invece, Utah è solidamente al primo posto in conference e ha sicuramente il titolo di division in mano. Quello che per ora caratterizza il gioco dei mormoni è sicuramente l’assenza di un vero e proprio leader assoluto, dato che la squadra è tanto di Mitchell quanto di Bogdanovic, tanto di Conley quanto di Ingles, tanto di Gobert quanto di Jordan Clarkson. Proprio quest’ultimo assoluto protagonista di questa stagione: da sesto uomo mantiene medie ottime e mai viste in carriera: 18 punti di media e più di 3 triple segnate a partita. Per ora a Utah sembravo si aspetteranno anche 3 dei premi individuali stagionali: Snyder con il COTY, Clarkson con il 6MOTY e soprattutto un Gobert in lizza per il suo terzo DPOY.

Rimanendo in tema rinascite, impossibile non parlare di quella dei Knicks. Coach Tom Thibodeau è riuscito a trovare una forte quadra alla squadra, rendendola la difesa migliore della lega davanti (per dati) addirittura ai campioni in carica dei Lakers. Oltre al tocco del coach, impossibile non parlare delle individualità che Thibs sta facendo crescere, e con queste parliamo ovviamente di Julius Randle. L’ex Lakers vive sicuramente la miglior stagione in carriera, con medie spaventose per lui e un gioco troppo funzionale a quello della nuova New York. La grande mela, in festa per essere la prima volta in 8 anni che arrivano all’all-star break con un record positivo, ha trovato anche dei giovani su cui puntare in futuro: l’ottava scelta Obi Toppin, dopo un buon inizio ma frenato poi da un infortunio, sta provando a rispettare le aspettative, nonostante il minutaggio ridotto, a essere un buon giocatore da rotazione al momento giusto. Ma soprattutto Immanuel Quickley, 25esima scelta dell’ultimo draft, sta sorprendendo tutti con un gioco e una influenza straordinaria dalla panchina, sotto le veci dell’ultimo arrivato Derrick Rose, che all’arrivo ha subito schiarito la voce dicendo che cercava una squadra pronta per i playoff. Chissà se adesso ha trovato quello che cercava.

Lasciando un attimo da parte le squadre, possiamo non parlare della trade delle trade?
James Harden il 13 Gennaio 2021, dopo una enorme trade a 4 squadre, passa ai Nets dopo questi ultimi, ipotecano il futuro per formare il nuovo big three della lega.
Quanto abbia spostato gli equilibri lo scambio è inspiegabile, Nets che si candidano prepotentemente a un ruolo di contender assoluta, ma quanto abbia cambiato anche il gioco di Harden è molto interessante: adesso James ha abbondato il ruolo da scorer e da tiratore, passando a un ruolo più ampio e completo, quello della PG con il maggior numero di possessi di squadra.
Da quando è a Brooklyn infatti James mantiene una media da 25.5 punti e 11.4 assist, medie non da James Harden ma nel positivo.
Per infortuni e altro adesso abbiamo visto ben poco dei Big Three ai Nets, ma quello visto è molto significativo. Sono la n°1 contender per la vittoria finale? Tempo al tempo, ma sicuramente in postseason un occhio dovrà andare in sponda Brooklyn.

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