Nba trade deadline: i protagonisti

Orlando Magic

Gli Orlando Magic sono stati i protagonisti assoluti di questa Deadline. I rumors attorno a loro giravano già da molte settimane e i giocatori coinvolti in queste Trade talks nell’ultimo periodo erano sembrati anche particolarmente motivati nel cosiddetto “statpadding” (ovvero “gonfiare i numeri”), in modo tale da accrescere il loro potenziale valore in ambito di scambi. La prima bomba della serata è stata forse l’abbandono più inaspettato tra i tanti vociferati di Orlando, ovvero Nikola Vucevic, lungo titolare dei Magic che vanta due partecipazioni all’All Star Game nel 2019 e 2021. Il lungo è stato spedito a Chicago in cambio di Wendell Carter Jr. e Otto Porter Jr.
La controparte ricevuta dai Magic è sicuramente svantaggiosa: due giocatori ancora relativamente giovani, ma con pochi margini di miglioramento, e con non grande capacità di mettere punti.

Carter è sicuramente il pezzo più pregiato tra i due. Ottimo attaccante e difensore di pick and roll e ottimo rim protector per la stazza, ma sicuramente incapace di colmare lo scoring gap lasciato dal montenegrino. Vucevic invece sarà uno dei punti cardini di un quintetto con grande potenziale di fuoco, ma di questo parleremo dopo. Nella trade con i Bulls finirà a Chicago anche Al-Farouq Aminu.
Il giocatore in assoluto più protagonista di voci di Trade della squadra in questo recente periodo è stato Aaron Gordon. L’ex Arizona Wildcats andrà in Colorado dai Denver Nuggets, che in cambio si liberano di RJ. Hampton e Gary Harris. La mossa sembra abbastanza simile alla precedente… Hampton resta un’incognita, e Gary Harris è un buon difensore con ridotte capacità di scoring. Denver invece si è privata del suo probabile unico difensore on ball per provare a ripetere l’esperimento Jerami Grant con Aaron Gordon, giocatore super atletico con un tiro da fuori affidabile e soprattutto particolarmente switchable in difesa, capace di difendere abbondantemente 2-4 con anche qualche straordinario ben riuscito.
Il terzo “big” dei Magic, Evan Fournier, è forse il giocatore che in quest’ultimissimo periodo aveva più di tutti cercato di mettersi in mostra collezionando prestazioni invidiabili dal punto di vista dello scoring. Il “Don’t Google” nel mese di marzo ha segnato quasi 25 punti di media con il 51% al tiro su 17 tentativi eil 47% da 3 su quasi 10 tentativi a gara. L’ormai ex Magic ha destato l’interesse di Danny Ainge che ha portato Fournier ai Boston Celtics in cambio di un Jeff Teague subito tagliato. A giudicare dai numeri si direbbe uno scorer di livello assoluto, ma è quello che serve ai Celtics? Sicuramente come i Nuggets, anche loro staranno provando a ripetere un esperimento dello scorso anno al quale sono sicuramente imputabili gran parte dei problemi di questa annata travagliata, ovvero un rimpiazzo per Gordon Hayward, che fungeva da demiurgo nell’attacco dei Celtics, aggiungendo ordine e Playmaking… Il francese riuscirà a ricoprire questo compito? Ci sono seri dubbi a riguardo.
La direzione dei Magic sembra chiara… non essendo riusciti a rimanere neanche in zona play in e non essendosi mai spinti oltre il primo turno con questo nucleo di giocatori, i Magic si daranno al tanking, cercando di puntare sul Draft e su alcuni giovani promettenti ma che non lasciano i loro dubbi (condizioni fisiche per Fultz e Isaac, solidità mentale e lato difensivo per Cole Anthony e R.j. Hampton, e la fortuna al draft, che non si sa mai possa rivelare ai Magic altre brutte sorprese)

Chicago Bulls

I Bulls come detto acquistano tanto tanto scoring con Nikola Vucevic, in un quintetto in cui tra Markkanen e Lavine lo scoring di certo non mancava. Aver perso Wendell Carter sicuramente comporterà un calo in difesa almeno per quanto riguarda la rim protection e gli switch 1-5, essendo Vucevic non proprio il più dotato dei difensori. Un giocatore che però abbia quelle mani e quella capacità di spaziare il campo serve sempre nella nba di oggi, e forse un’area libera giocando con Markkanen e Vucevic da esterni perimetrali potrebbe permettere qualche penetrazione in più a un Lavine che ha sempre peccato nella sua carriera in capacità di cercare i contatti e guadagnarsi tiri liberi.

La squadra è da vedere, lotta per una posizione ai Playoffs, e quantomeno in attacco farà divertire. In difesa bisognerà vedere come sapranno organizzarsi, ma di certo l’enorme capacità di Patrick Eiiams di cambiare 1-5 può aiutare (stesso discorso ovviamente per Thaddeus Young ma in maniera minore). Il Rookie quarta scelta assoluta è senza dubbio il miglior difensore del draft e in una squadra che di giocatori così switchabi ha bisogno come il pane sarà un pezzo di lusso. In sostituzione di Wendell Carter Jr però arriva Daniel Theis, che può indubbiamente svolgere numerosi compiti relegati al neo Magic, essendo addirittura un miglior difensore sull’uomo e off ball, ma peccano per carenza di mezzi atletici in rum protection. In attacco la sua incredibile capacità di portare blocchi/tagliafuori e di aprire ancora ulteriormente l’area, facendoci quindi ancora immaginare un Lavine molto meno tiratore da gioco rotto e molto più penetratore e magari passatore sugli scarichi.

I Bulls sono una squadra un po’ in controtendenza, che si è ancora di più riempita di lunghi, ma sicuramente sarà interessante vedere come sapranno farsi spazio a est. Il play in è quasi assicurato e i playoffs non sono più solo una vaga speranza

Boston Celtics

Nei giorni precedenti alla deadline i Celtics erano tra le squadre più chiacchierate per fare mosse da “buyer” (squadra interessata ad ottenere giocatori per aumentare le proprie possibilità di vittoria) e non da “seller” (squadra disposta a dare via giocatori per ricavarne il massimo possibile). Tutto sommato con le due trade effettuate si può dire che le mosse di Ainge riflettano la stagione: una non entusiasmante via di mezzo. Di fatto i Celtics arrivano alla deadline come una squadra non rifinita, non contendono il titolo ma non sono tra le ultime della classe, un limbo ricorrente negli ultimi anni, che però questa stagione raggiunge un picco in negativo.

La prima trade arriva presto in giornata: Fournier approda a Boston per Jeff Teague e due future seconde scelte, utilizzando 17 milioni della Trade Player Exception precedentemente creata dalla Sign-and-trade di Hayward agli Hornets. Inizialmente la sensazione comune era che sarebbe arrivata una seconda mossa per un altro giocatore dei Magic: Aaron Gordon. Tuttavia i Celtics non battono colpi fino all’ultimo secondo della deadline: Daniel Theis si sposta a Chicago per Mo Wagner e Luke Kornet. Sicuramente a prima vista viene da dire che le due mosse siano state ampiamente deleterie e non vi sia un senso logico a supportarle.

Ma andiamo ad analizzare quali potrebbero essere le motivazioni del front office per queste mosse, innanzi tutto bisogna capire quali sono le prospettive più realistiche della squadra non solo a breve termine ma nei prossimi anni. Come già detto questa stagione non sta andando come previsto, inoltre non sarebbero bastati uno o due innesti mirati per riportare la franchigia in contenzione del titolo, quindi le operazioni per alzare il livello a breve termine non sono fondamentali.

A contraddire questo c’è la situazione contrattuale di Evan Fournier, infatti la guardia francese nella prossima estate terminerà il contratto da 17 milioni per diventare Unrestricted Free Agent, quindi Ainge ha usato una TPE e due pick per 6 mesi di servigi del giocatore? Detta così sembra una mossa insensata, viene da pensare che ci siano stati dialoghi col giocatore dietro le quinte, concordando – almeno a parole – le intenzioni di ri-firmarlo in estate. Al di fuori del lato salariale il fit del nativo di Saint-Maurice è ottimo, anche se viene subito da paragonarlo a Gordon Hayward non è lo stesso tipo di giocatore. Però in un attacco con playmaking diffuso come quello di Boston, Evan serviva molto offensivamente, sta tenendo il 38.8% da dietro l’arco su 7.2 tentativi a partita, sa anche mettere palla a terra e giocare un pick and roll dignitosamente; sicuramente giocando con meno pressioni di creazione sulle spalle può mantenere la sua efficienza (60% di TS). Il lato difensivo del campo purtroppo non è il suo luogo preferito, ma vista la situazione come si suol dire “prendi e porta a casa”.

La seconda trade invece comporta un peggioramento sul breve periodo ed è fatta guardando al futuro ed alle finanze della franchigia, quindi in un certo senso fa somma zero sul livello della squadra. Il sunto è la perdita di Daniel Thies per Moritz Wagner, il motivo principale di questa mossa è non pagare tasse sul cap a fine stagione ed in secondo luogo Theis con buona probabilità non sarebbe stato rinnovato a fine anno. Sul lato pratico i Celtics perdono il centro più adatto al sistema di gioco di coach Brad Stevens ed accolgono un giovane della stessa nazionalità di Daniel, che fin’ora non ha trovato la sua dimensione in Nba. Mo scadrà a fine stagione, quindi i Celtics si prenderanno questi 3 mesi per valutare un rinnovo al minimo. Il vero vincitore di questa trade è Robert Williams (di cui abbiamo parlato in questo articolo) che di fatto diventa il centro su cui Boston punterà d’ora in poi. Tuttavia il sistema offensivo della squadra andrà rivisto, in quanto manca appunto un giocatore alla Theis capace di giocare Dribble Hand-Off ed aprirsi sul perimetro.

Per concludere i Boston Celtics dopo una metà stagione quantomeno confusionaria effettuano operazioni di mercato dubbie senza prendere una direzione chiara, sicuramente il breve termine ha poche sicurezze e tanti dubbi. Danny Ainge in off-season farà di nuovo ricredere tutti imbastendo una contender per il 2021/22 o i Celtics rimarranno bloccati in questo limbo? Solo il tempo potrà dirlo.

Denver Nuggets
Il primo affare della trade deadline dei Denver Nuggets è stato il ritorno dopo 6 anni di Javale McGee, ai Cavaliers sono andati il pari ruolo Hartestein e due seconde scelte future. Hartestein non ha avuto un grandissimo impatto, McGee può essere un centro importante dalla panchina per i minuti in cui inevitabilmente Jokic dovrà riposarsi; potrebbero però anche condividere il parquet, come nella scorsa stagione per alcuni minuti succedeva con Plumlee.

L’affare più importante dell’ultima giornata di scambi però è la trade con gli Orlando Magic: Aaron Gordon scambiato con Gary Harris. Nella trade coinvolti anche altri due giocatori: Gary Clark vestirà la maglia di Denver e RJ Hampton quella di Orlando. Aaron Gordon era forse uno dei nomi più chiacchierati per possibili affari, con molte squadre sul giocatore

Possiamo dire che dopo diversi mesi i Nuggets hanno il sostituto di Jerami Grant, andato a Detroit dopo l’estate (?) . Gordon porta a Denver molta versatilità, essendo in grado di difendere e cambiare su diversi ruoli, sia sul perimetro, che soprattutto sotto canestro.

Il reparto lunghi di Denver dunque esce da questa giornata molto rinforzato e con buona possibilità di pescare anche dalla panchina.

Forse il reparto esterni è ancora un po’ povero, ma soltanto a livello numerico. La perdita di Harris è sicuramente importante, forse anche necessaria però.. dal 2016 ha saltato per ogni stagione ALMENO 15 partite e in questa stagione anche è stato fuori parecchio. Harris però era anche l’unico vero “difensore” di questa squadra, che sappiamo non ha nella propria metà campo il suo principale punto di forza. Bisognerà vedere come si sposerà Gordon con il resto della squadra, e se alcuni giocatori continueranno il loro processo di crescita (viene da pensare subito a Porter Jr, ma anche alcuni elementi dalla panchina, come Campazzo e Dozier, che si stanno ritagliando un loro spazio).

La palla ora passa a Malone, che dovrà essere bravo a sfruttare al meglio tutto il talento presente nel roster, come ha fatto molto bene nel corso degli anni, pur senza Harris, che era un suo “protetto” (Malone ha sempre nutrito una particolare stima per questo ragazzo). Per concludere, in giro si legge molto in questi giorni di Denver come “contender” per la trade di Gordon e l’aggiunta di McGee. I Nuggets sono indubbiamente una squadra forte e negli ultimi anni hanno stupito, ma senza aver visto giocare ancora un minuto a Gordon con i nuovi compagni, è ancora prematuro ipotizzare un futuro più o meno lungo (giugno e oltre).

Bisogna lasciar parlare il campo, ma ora come ora Denver deve crescere ancora tanto per competere per il titolo.

Miami Heat

Ancora una volta, la Deadline degli Heat di Riley è stata colma di movimenti e di sorprese. L’arrivo di Ariza degli scorsi giorni lasciava presagire che la squadra di South Beach volesse puntellare il Roster per provare a centrare la seconda Finale consecutiva. L’ex giocatore dei Lakers vuole essere, nei propositi del Coaching Staff, ciò che Jae Crowder era stato nella bolla : un 4 tattico in grado di aprire il campo, perfetto per giocare con Butler ed Adebayo, ed un difensore in grado di sostenere gli esperimenti tattici che spesso Spoelstra costruisce per le serie di Playoff degli Heat. Difficilmente riuscirà a replicare ciò che Crowder fece lo scorso anno, ma potrà sicuramente contribuire in maniera più incisiva rispetto ad Olynyk e Leonard, impossibilitati a stare in campo da Aprile in poi e non a caso “parcheggiati” dalla dirigenza di Miami.
Leonard è stato parte attiva all’interno della trade che ha portato Ariza in Florida; L’ex giocatore di Portland è stato infatti spedito, insieme ad una Second Pick del 2027, ad OKC, dove però non giocherà nemmeno un minuto, essendo già stato tagliato anche a causa delle sue recenti, infelici uscite su Twitch.

I veri e propri botti però sono stati registrati il 25 di Marzo, giorno in cui era fissata la Trade Deadline.
Gli Heat si sono assicurati Nemanja Bjelica, ottimo tiratore e più in generale giocatore estremamente interessante, che già in passato ha dimostrato che se messo in condizione di incidere può rivelarsi molto utile all’interno di una squadra ben rodata come Miami. Non è sicuramente il miglior difensore della Lega, ma la corporatura può aiutare e raramente va sotto nei pressi del ferro. Non è però la difesa ad avere attirato l’interesse di Riley, bensì l’attacco.
Nella stagione 19-20 Bjelica ha prodotto 11 punti in poco più di 27 minuti, risultando iper efficiente dell’arco (42% su 4.5 tentativi per partita.) Non è usuale, nemmeno per l’Nba moderna, trovare un giocatore delle dimensioni dell’ex Kings con una meccanica fluida ed un rilascio velocissimo.
A Sacramento sono stati spediti Moe Harkless e Chris Silva. Mentre il secondo raramente ha calcato il campo nelle 3 stagioni trascorse a Miami, il primo era stato firmato in estate e la Dirigenza si attendeva un impatto importante in entrambe le metà campo. L’ex giocatore dei Knicks è invece risultato disastroso, impalpabile in attacco e non impattante in difesa. Spesso Spoelstra lo ha tenuto in panchina, quindi il “sacrificio” di Harkless appariva quantomeno scontato nei giorni precedenti alla Deadline.

Il Target di riferimento al quale era associata Miami nelle ultime ore prima del Gong era Kyle Lowry ; il giocatore di Toronto era dato come sicuro partente, e Riley aveva individuato nel campione Nba 2019 il perfetto tassello mancante per sfidare Nets, Sixers e Bucks ai Playoff. L’idea di Riley era impostare un pacchetto in cui la principale contropartita fosse individuata in Duncan Robinson, giocatore importantissimo nello scacchiere di Spo ma che in estate andrà rinnovato, e presumibilmente presenterà richieste almeno vicine a quelle che hanno accontentato in Estate Joe Harris. Malgrado DR sia un buon giocatore (tiratore veramente clamoroso ma un buco nero in difesa) non merita assolutamente quelle cifre, e la Dirigenza ha provato a privarsene per non dover poi trovarsi costretta in Estate ad accontentare le sue richieste.
Gli Heat sono sembrati davvero ad un passo da Lowry, ma la trattativa si è bloccata perché Toronto chiedeva Herro al posto di Robinson, e lo Staff di Miami ha deciso di non privarsi di un ragazzo che lo scorso anno ha dimostrato di poter competere ad altissimi livelli nonostante la giovanissima età. Lowry sarà Free Agent in Estate ed il rischio che non rifarmi ha convinto Miami a desistere ed a mollare il giocatore, che alla fine è rimasto in Canada.

Sembrava che Miami si accontentasse di rimanere com’era, invece sul Gong Woj cala la bomba ed annuncia l’accordo tra Heat e Rockets che porterà Oladipo a vestire la maglia biancorossa per i prossimi anni. Vic è un pallino dirigenziale di lungo corso ed è stato preso nel momento in cui per assicurarselo è bastato veramente poco o nulla. Il percorso inverso è stato compiuto da Avery Bradley e Kelly Olynyk, giocatori ben poco affidabili per diverse ragioni.
L’arrivo di Oladipo è molto molto importante. L’ex giocatore di Indiana è un fit clamoroso per Miami, uno scorer puro che ama creare dal palleggio, capace di produrre in maniera costante ed efficace. Ovviamente non si parla dell’Oladipo del 2018, ma Miami è nota per rivitalizzare giocatori e chissà che con Vic non possa fare lo stesso.
Oladipo, che tecnicamente sarebbe il terzo violino di Miami, in realtà sarà da subito responsabilizzato e dovrà immediatamente prendere in mano l’attacco di Miami, che quest’anno sta clamorosamente faticando. Butler è un giocatore che tende ad alzare il suo livello di gioco ai Playoff, ed Adebayo non è ancora pronto per assumersi il ruolo di Leader offensivo. Anche Dragic quest’anno sta faticando e il sistema sembra funzionare meno dello scorso anno, proprio per questo Oladipo e il suo scorer instinct saranno sin da subito fondamentali per tornare ad oliare gli ingranaggi di Miami.
Andando a fare una previsione, azzardo dicendo che Victor andrà agilmente sopra i venti di media e sarà la prima arma offensiva in RS. Ai Playoff il suo ruolo sarà modificato, ma giocherà comunque tanti possessi da creator primario che alternerà ad azioni in cui sarà un pericolosissimo ricevitore sul lato debole.
In sostanza, Oladipo era ciò che serviva a Miami per tornare a mettere paura alle favorite ad Est, e avendolo preso scambiando praticamente il nulla cosmico, rende questa un’operazione, l’ennesima, geniale da parte di Riley.

Finita qui? Nemmeno per sogno. Gli Heat sembrano infatti i favoriti nella corsa a LaMarcus Aldridge, fresco di buyout con gli Spurs… Seguiranno aggoirnamenti.

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