André Iguodala parla della serie contro i Cavs

Come tutti sappiamo, le NBA Finals del 2016 sono ancora oggi le più ricordate degli ultimi anni, e per molti tifosi e giocatori dei Golden State Warriors sono ancora una ferita aperta nonostante i due anni successivi. Tra loro c’è Andre Iguodala, protagonista all’inverso dell’azione riconosciuta come simbolo della rimonta, la stoppata di Lebron James. L’ex warriors, nel suo libro “Il Sesto Uomo“, torna sull’argomento, provando a dare le sue personali spiegazioni per la batosta subita.

Cos’altro posso dire, di quella serie. La vedemmo scivolare via, ma in un certo senso è come se non l’avessimo mai avuta in pugno. Stavamo affrontando qualcosa di molto più forte dei Cleveland Cavs, anche se, è giusto riconoscerlo, loro giocarono davvero alla grande. Stavamo giocando contro la marea crescente della nostra popolarità, una marea che collettivamente non sapevamo comprendere e gestire all’interno del gioco. Stavamo giocando contro la fatica fisica ed emotiva di un circo andato avanti per otto mesi per il quale non eravamo preparati.
Si possono tirare in ballo, e se ne può discutere a lungo, tutte le cose davvero strane che successero in quella serie: i falli, le espulsioni, le sospensioni, la Stoppata. E si può dibattere all’infinito su come sarebbe stato diverso l’esito della stagione se ciascuna di queste cose non fosse successa, ma l’unica cosa chiara ai miei occhi e a quelli di tutta la squadra era che ogni decisione che prendemmo per arrivare a quella 73esima vittoria ci era costata il titolo. Ne era valsa la pena? Se quella fosse stata l’ultima nostra chance di titolo, posso garantire che qualsiasi persona che faceva parte di quei GSW 15-16 avrebbe speso il resto della vita pensando a come, in modo tanto lento e doloroso quanto inevitabile, ci eravamo fatti sfuggire un titolo praticamente già vinto, finendo per ottenere in cambio una stagione da 73 vittorie e un record che porterà sempre con sé un asterisco: “Sì bravi, ma non hanno vinto il titolo”.

E voi quali pensate possano essere stati i motivi della sconfitta?

Uno stato emotivo collettivo che ha realmente impedito ai Warriors di trionfare? Paura? Pressione? Cavs troppo forti? Una semplice giustificazione?

E soprattutto pensate che Iguodala attribuisca troppo valore ad un fato già scritto senza dare il giusto peso alla titanica impresa dei Cleveland Cavaliers? Vinta dagli uni o persa dagli altri? Fateci sapere nei commenti

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