Pagelle Offseason 2021: Northwest Division

  • PORTLAND TRAIL BLAZERS


Aggiunte

Patrick Patterson – 1 yr, 2.6 mln

Ben McLemore – 2 yrs, 2.4 mln

Cody Zeller – 2 yrs, 2.4 mln

Tony Snell – 2 yrs, 2.4 mln

Quinn Cook – 1 yr, 1.9 mln

Marquese Chriss – 1 yr, 1.8 mln

Dennis Smith Jr. – 1 yr, 1.8 mln

Trendon Watford – 1 yr, 1.5 mln

Larry Nance Jr. ~ Via trade (Cavaliers)

Greg Brown III (Draft, #43)

Conferme

Norman Powell – 5 yrs, 90 mln

Bodric Thomas – 1 yr, 1.6 mln

Perdite

Carmelo Anthony (Lakers)

Zach Collins (Spurs)

Harry Giles (Clippers)

Derrick Jones Jr. (Bulls)

Enes Kanter (Celtics)

Rondae Hollis-Jefferson (Free Agent)

T.J. Leaf (Free Agent)


I Portland Trail Blazers dalla trade a tre con Cleveland e Chicago sono riusciti a ricavare Larry Nance Jr., perdendo Derrick Jones Jr. e una scelta protetta in lottery. Questo è il movimento più rilevante dell’anno per i Blazers, e la dice tutta su come siano messi…

Portland è sempre nel limbo del primo turno, tra la voglia di convincere Lillard a non andare e l’incapacità di lasciarlo andare, e questo porta ad una situazione, quella di mezzo, che è probabilmente la peggiore in NBA: non capace di vincere ora, né in futuro. Nance è sicuramente un passo in avanti rispetto a Derrick Jones, che (specie ai Playoffs) risulta essere limitato e limitante.

La cessione di Zach Collins denota stanchezza. Il club del’Oregon avrebbe un giocatore potenzialmente forte e futuribile, ma costantemente ai box e quindi inutilizzabile.

Che dire? I Blazers sono destinati ad un altro anno all’insegna della mediocrità, in cui l’argomento più discusso della prossima stagione non saranno le prestazioni di squadra, ma cosa farà o non farà Lillard.

Chiariamoci, la Offseason dei Blazers è un problema non in quanto la squadra sia peggiorata, ma in quanto ogni anno c’è sempre più bisogno di cambiare, e ogni anno la squadra cambia sempre inezie che la mantengono sempre sullo stesso livello, e questo non è positivo. Per i Blazers sarebbe un bene cambiare qualcosa ai piani alti, poiché C.J. McCollum ha un contratto abbastanza dispendioso, che potrebbe anche valere se non fosse costretto a giocare spot-up proprio da Damian Lillard, che si è assicurato la presenza dell’amico facendo piangere le casse della squadra e forzandolo a delle condizioni tattiche non ottimali. Purtroppo bisogna essere chiari e tondi. Tutti amano Dame, ma ha appena compiuto 31 anni e non si sa quanto possa ancora durare al top del top, e soprattutto non si sa quanto sia (mai stato) capace di guidare una squadra al titolo. È un giocatore davvero difficile attorno al quale costruire un progetto vincente in quanto gioca quasi solo palla in mano, ma al contempo non ha la visione di gioco che contraddistingue i grandi creators della lega e Portland è una costante ripetizione di pick and roll per tutti e 37 i minuti in cui lo #0 è sul parquet, e a meno che a terminare questi pick and roll non ci sia un Anthony Davis, per qualsiasi squadra che giochi con Dame è durissima sperare di vincere.

Semicitando er Vate Fabio Caressa: “Io dico che a Lillard farebbe bene andare via da Portland e a Portland farebbe bene fare un passo oltre Lillard”.

VOTO: 4.5


  • DENVER NUGGETS


Aggiunte

Jeff Green – 2 yrs, 9 mln

Tarick Black – 1 yr, 1.8 mln

Petr Cornelie – 1 yr, 1.5 mln

Bones Hyland (Draft, #26)

Conferme

Michael Porter Jr. – 4 yrs, 176 mln

Will Barton – 2 yrs, 30 mln

Jamychal Green – 2 yrs, 16.4 mln

Austin Rivers – 1 yr, 2.4 mln

Markus Howard – 1 yr, 1.5 mln

Perdite

JaVale McGee (Suns)

Paul Millsap (Nets)

Shaquille Harrison (Free Agent)


Michael Porter Jr, dopo 66 partite in cui ha giocato titolare, riceve un contratto da 176 milioni in 4 anni, che potrebbero diventare 215 in 5 anni… LeBron James non ha mai avuto un contratto del genere. Inutile dire che i Nuggets sembrino puntati abbastanza. L’impresa varrà la spesa? Speriamo di sì, ma al momento Porter Jr. è solo uno scorer di formidabile talento, che però sbaglia costantemente le scelte offensive, non vede nient’altro in campo se non il canestro, e anche in difesa è ancora tanto tanto acerbo. Diciamo che è una scommessa a dir poco enorme, che conferisce fiducia ad un giocatore che deve dimostrare di meritarsela.

Per il resto i Nuggets si muovono poco, ma bene.

Importante è la conferma di Will Barton.

Perso Paul Millsap arriva Jeff Green, che aumenta il livello della squadra in difesa e soprattutto è un giocatore molto adatto a giocare con un creator del livello di Jokic, in quanto tiratore pericoloso con capacità notevole di mettere palla a terra dopo un pump-fake. Abbiamo visto in questi playoffs l’impatto che “Uncle Jeff” può avere e Millsap invece era ormai l’ombra del giocatore che abbiamo tanto ammirato ad Atlanta.

I Nuggets si prenotano ancora una volta come le principali outsiders di Ovest, e quindi forse non sono più tanto outsiders, ma la loro resa è tutta da vedere, specie in contumacia Murray che dovrebbe saltare, salvo recuperi miracolosi, almeno il primo terzo di stagione. Dopodiché, se la tenuta fisica non costituirà un problema, i Nuggets potranno finalmente esprimere il loro pieno potenziale, con Aaron Gordon e Jeff Green che proveranno a colmare le lacune di Jokic nella difesa perimetrale e nella protezione del ferro, Murray si spera molto coinvolto anche con la palla in mano, Porter Jr. che dovrà far vedere di possedere un QI Cestistico proporzionato al suo talento e l’MVP che dovrà fare l’MVP.

Sarà anche interessante vedere come verrà gestito Bol Bol (e se rimarrà o meno in Colorado), una delle potenziali arme offensive più letali che si siano mai viste, ma troppo magro per difendere sui lunghi e troppo lento per difendere sugli esterni.

VOTO: 6.5


  • UTAH JAZZ


Aggiunte

Rudy Gay – 3 yrs, 18 mln

Hassan Whiteside – 1 yr, 2.4 mln

Justin James – 1 yr, 1.6 mln

MaCio James – 1 yr, 925k

Derrick Alston Jr. – 1 yr, 925k

Eric Paschall ~ Via trade (Warriors)

Jared Butler (Draft, #40)

Conferme

Mike Conley – 3 yrs, 68 mln

Trent Forrest – 1 yr, 1.6 mln

Perdite

Derrick Favors (Thunder)

Juwan Morgan (Celtics)

Greorges Niang (Sixers)

Matt Thomas (Bulls)

Ersan Ilyasova (Free Agent)

Jarrell Brantley (Free Agent)


Gli Utah Jazz sono stati una delle squadre più belle da vedere della scorsa stagione, oltre che la squadra col miglior record della lega in stagione regolare. Ai Playoffs però la difesa si intensifica e gli schemi di Snyder che tanto ci hanno fatto piacere questa squadra in stagione, sono saltati spesso e volentieri, e i limiti tecnici sono emersi anche contro dei Clippers senza Leonard. Il gioco dei Jazz è stato un’orchestra meravigliosa nelle 72 gare che hanno anticipato i Playoffs, figlio di una circolazione di palla davvero notevole e di una difesa che ha avuto come perno forse il miglior Rudy Gobert di sempre, però ai playoffs l’attacco è diventato eccessivamente Mitchellcentrico, e nonostante le eccezionali prestazioni nello scoring di quest’ultimo, e un Gobert che è andato ben oltre i propri limiti anche nella difesa perimetrale, i Jazz hanno chinato il capo in 6 gare.

La prima mossa dell’estate è stato il rinnovo di Mike Conley, con il quale la squadra ha performato bene anche ai Playoffs, prima dell’infortunio che l’ha costretto a saltare praticamente tutta la serie contro i Clippers. Conley serve a questa squadra, in quanto ha capacità di segnare ed è un ottimo playmaker che toglie responsabilità di scelte e tiri di troppo a Donovan Mitchell e Jordan Clarkson. I Jazz hanno lasciato andare senza troppi problemi Derrick Favors, che nella scorsa stagione ha mostrato evidentissimi segni di cedimento, lo hanno sostituito con Eric Paschall, giocatore che seppur sottomisura ha fatto già vedere di essere solido come quattro e l’età è sicuramente dalla sua per migliorare ancora. Aggiunti alla squadra anche Hassan Whiteside,stoppatore d’èlite che giocherà nella second unit circa 10-15 minuti a partita, e in attacco giocherà spesso il pick and roll con il portatore di turno, essendo un rollante più che decente (anche perché sono le uniche due cose che sa fare), e Rudy Gay, che aggiunge scoring diffuso insieme alla scommessa del Draft, la #40 pick Jared Butler, che al training camp e anche in questa preseason ha fatto vedere flash di attacco mostruosi, ma che è sceso al secondo turno a causa di problemi cardiaci.

Unico problema del mercato di Utah? Tanti scorers e poco playmaking. Conley forse dovrà fare qualche straordinario.

VOTO: 7.5


  • OKLAHOMA CITY THUNDER


Aggiunte

D.J. Wilson – 1 yr, 2.7 mln

Paul Watson – 1 yr, 1.6 mln

Mamadi Diakite – 1 yr, 1.5 mln

Derrick Favors ~ Via trade (Jazz)

Josh Giddey (Draft, #6)

Tre Mann (Draft, #18)

Jeremiah Robinson-Earl (Draft #32)

Vit Krejci (Draft #37)

Aaron Wiggins (Draft #55)

Conferme

Shai Gilgeous-Alexander – 5 yrs, 173 mln

Mike Muscala – 2 yr, 7 mln

Perdite

Tony Bradley (Bulls)

Moses Brown (Mavericks)

Al Horford (Celtics)

Svi Mykhailiuk (Raptors)

Josh Hall (Free Agent)

Jaylen Hoard (Free Agent)


La squadra che ha ceduto letteralmente chiunque per delle scelte al Draft inizia il suo processo di ricostruzione. Quest anno sono stati ben cinque gli atleti draftati dagli Oklahoma City Thunder: Josh Giddey, Tre Mann, Jeremiah Robinson-Earl, Vit Krejci e Aaron Wiggins. In più i Thunder hanno offerto una proroga quinquennale a Shai Gilgeous-Alexander di ben 173 milioni di dollari, e il canadese non ha tardato ad accettare.

In questa Offseason però i Thunder hanno compiuto delle scelte non particolarmente convenzionali: via Al Horford, Moses Brown e Tony Bradley. Così OKC ha totalmente privato la squadra di giocatori che possano essere catalogati come numeri cinque. E allora la domanda sorge spontanea, chi gioca pivot? Okc ha una serie di Ali con centimetri che fino allo scorso anno sono state utilizzate principalmente dietro l’arco dei tre punti (Bazely, Pokusevski, Muscala) ai quali si aggiungono Favors, Wilson e Robinson-Earl dal Draft, tutti giocatori che non hanno la stazza per essere dei 5 classici, e che apparte Favors non sono abituati a giocare neanche pochi minuti da 5.

Quindi sarà intrigante capire come la rosa dei Thunder si sistemerà in quintetto. Le sicurezze si chiamano ovviamente Shai e Dort, con probabilissimo utilizzo di Josh Giddey da play portatore. Il nativo di Melbourne è un giocatore ampiamente sovramisura per il suo ruolo: alto 205 cm il suo feeling per il gioco in relazione all’altezza è pazzesco e può già da subito essere una delle armi più letali della lega nei contropiedi, ma pecca in Shot creation e il modo per segnare a lui più congeniale è appunto la conclusione al ferro, essendo spesso più alto del suo marcatore. Di conseguenza per sfruttare al massimo questa sua capacità I Thunder hanno necessità di liberare l’area, e il lungo da far partire titolare sembrerebbe quindi Aleksej Pokusevski, ma al contempo Giddey eccelle in entry-passes per giocatori in post e quindi la scelta dovrebbe ricadere su Derrick Favors… in più la sua abilità negli scarichi è notevole e apparte il neo-draftato Mann i Thunder peccano di tiratori puri.

In questa estate Pokusevski ha dichiarato di aver lavorato molto sia sul suo tiro che sul suo fisico, cercando di aumentare la massa muscolare necessaria per poter giocare in modo migliore possibile senza snaturare il suo gioco, e questo gli dà probabilmente il vantaggio decisivo su Favors per prendersi lo spot di centro titolare in squadra. Gran parte del gioco di OKC sarà quindi basato sui 5 fuori con capacità di mettere la palla a terra e tentare il più possibile la conclusione al ferro. In più lo staff dovrà lavorare molto per aumentare le percentuali al tiro di Dort e dello stesso Pokusevski, così da poter orchestrate un gioco che si basa come primo step sul battere l’uomo e concludere al ferro, e come soluzione secondaria sugli scarichi in caso di aiuto.

Per quanto riguarda il lato difensivo anche qui qualora Pokusevski dovesse aggiungere la massa che gli serve per reggere i contatti, il suo tempismo nella stoppata è molto buono e gli consentirebbe di non soffrire troppo un lungo ordinario. I Thunder sono con ampio distacco la squadra più giovane della lega (23.5 anni di media) e la loro idea di continuare a scommettere sul Draft e affidarsi al loro punto fermo Gilgeous-Alexander li rende futuribili e interessanti. Dato che ora come ora i Thunder non puntano a chissà quali obiettivi, l’idea principale sarebbe di sperimentare tanti quintetti e tante soluzioni e, nel prossimo Draft-Offseason, di puntare a limare le pecche che la squadra attualmente ha, cioè come detto un backup center più classico e qualche tiratore puro sugli scarichi.

VOTO: 8


  • MINNESOTA TIMBERWOLVES


Aggiunte

Bryan Bowen – 1 yr, 1.7 mln

Chris Silva – 1 yr, 1.7 mln

Nathan Night – 1 yr, 1.6 mln

Mickley Wight IV – 1 yr, 1.6 mln

Matt Lewis – 1 yr, 925k

Isaiah Miller – 1 yr, 925k

Taurean Prince ~ Via trade (Cavaliers)

Patrick Beverley ~ Via trade (Clippers)

Leandro Bolmaro (Draft, #21)

Aaron Wiggins (Draft #55)

Conferme

Jarred Vanderbilt – 3 yrs, 13 mln

Jordan McLaughlin – 3 yrs, 6.5 mln

Perdite

Jarrett Culver (Grizzlies)

Ricky Rubio (Cavaliers)

Juancho Hernangomez (Celtics)

Ed Davis (Free Agent)


Minnesota in questa Offseason si ritrova senza scelte alte al Draft, avendo ceduto la loro pick a Golden State insieme a Wiggins per arrivare a D’Angelo Russell, e senza spazio salariale per firmare nessuno. Indubbiamente l’estate ha assunto i contorni del mercato di riparazione e i Wolves hanno svincolato una serie di veterani deludenti per acquisire altri veterani che potessero liberare spazio per consentire un’uscita dalla luxury (davvero deleteria per una squadra che non fa che perdere).

La mossa più di rilievo è l’arrivo di Patrick Beverley, che può dare una spinta motivazionale in una squadra che la motivazione sembra averla persa da tempo: la pandemia di COVID-19 ha letteralmente distrutto la famiglia di Karl Anthony-Towns che ha dovuto lottare costantemente per non sprofondare nella depressione, arrivando addirittura ad annunciare un suo possibile ritiro; l’Head Coach Ryan Saunders, figlio del grande Flip, dalla cui morte avvenuta nel 2015 i T-Wolves non hanno fatto altro che sprofondare in una situazione sempre peggiore, è stato licenziato; il President of Basketball operations Gersson Rosas, fautore del totale assemblaggio della squadra, è stato licenziato pochi giorni prima dell’inizio della stagione; i “big 3” Russell-Towns-Edwards sono stati costretti dagli infortuni a sole 24 partite giocate insieme…

Forse è proprio da qui che bisognerebbe partire per trovare dei risultati positivi: l’assunzione del vice di Nick Nurse ai Raptors, Chris Finch ha notevolmente migliorato il record del suo predecessore anche con una squadra decimata, e nelle 24 partite in cui i tre sono scesi in campo insieme il record è sorprendentemente positivo (13 vittorie su 24 partite). A causa della sovracitata insufficienza economica Minnie è stata abbastanza ferma nella firma di Free Agents importanti, anche se c’è da dire che sono stati i più frequentemente tirati in ballo per la questione Simmons, al quale si sono dimostrati interessati e che però hanno provato ad ottenere senza sacrificare nessuno tra Towns, Russell o Edwards.

Sembra strano da dire, ma dopo questa enorme serie di stagioni pessime sembra intravedersi una luce in fondo al tunnel. Questa luce ha un comando scritto sopra ed è il seguente: “Restare sani!”.

La squadra potenzialmente è ottima, e nonostante l’età avanzi restano ancora abbastanza futuribili e il punto di domanda è sempre lo stesso: ma con la squadra al completo dove possono arrivare? Dati i rassicuranti numeri dello scorso anno bisogna aspettare e sperare e basta.

Inutile parlare di problemi da limare o di potenziali problemi a lungo andare in una squadra che non vince letteralmente mai, quindi serve soffermarsi su quanto di buono potenzialmente si potrebbe fare per poter raggiungere i tanto agognati Playoffs col loro Young (non più troppo young) core. Potenzialmente si potrebbe far molto, e un quintetto che ha creation con Russell, scoring diffuso con Edwards, che nella seconda parte della scorsa stagione ha mostrato dei flash offensivi paurosi, e con uno dei migliori 2-3 centri offensivi della lega Karl Anthony Towns dovrebbe se non altro puntare ai Playoffs. Certo la mancanza di un 4 titolare o in generale di un giocatore che sappia difendere sui lunghi è un problema serio (specialmente ai Playoffs), ma ripeto, già porsi questo tipo di problema denotebbe che la squadra ha ambizioni di arrivarci ai Playoffs e quindi questa stagione sarà potenzialmente la chiave di volta.

Forse anche la notte del Draft non è stata totalmente negativa, in quanto la pick #23 Leandro Bolmaro può essere il prospetto che i Wolves cercavano: un giocatore di 205 cm che sappia difendere 2, 3 e 4.

Se i Wolves con un Front Office rinnovato e una adeguata tenuta fisica riusciranno a far bene allora si potrà finalmente uscire da un buco nero che ha al momento distrutto anche una squadra con un potenziale del genere, altrimenti la soluzione è drastica e cioè smantellare tutto e ricominciare da zero.

VOTO: 6