Los Angeles Lakers: cosa può (e non può) funzionare

Si è conclusa con una sconfitta la prima partita stagionale dei Los Angeles Lakers, battuti a domicilio dai Golden State Warriors di Stephen Curry e compagni. La curiosità di assistere al primo “vero” impegno dei padroni di casa era alle stelle, e come preventivabile, al momento le ombre sovrastano le (poche) luci che si sono viste.
Nonostante Vogel abbia più volte affermato che l’obiettivo sarebbe stato quello di impiegare Davis da 5 per la maggior parte dei minuti, i Californiani hanno schierato uno Starting Five che, per usare un eufemismo, non rispecchia i canoni dello spacing che ogni squadra che ha ambizioni titolate dovrebbe avere.

Kent Bazemore e DeAndre Jordan

Oltre a Davis ed agli altri due componenti del nuovo BIG 3 della città degli angeli (James e Westbrook) sono scesi in campo Kent Bazemore e DeAndre Jordan. Al primo è stato affidato il non semplicissimo compito di occuparsi di Steph Curry, mentre il secondo, che per onor di cronaca ha dimostrato una condizione fisica a dir poco rivedibile, erano richiesti compiti di rim protection primaria e presenza sotto ai tabelloni sui due lati del campo. Nonostante DAJ sia partito bene, segnando i primi due punti della stagione dei gialloviola, sono successivamente emersi tutti i limiti fisici del numero 10, che è sembrato spesso un pesce fuor d’acqua ogni volta in cui gli Warriors riuscivano a prendere il centro dell’area. In questa clip lo vediamo rimanere a metà tra il chiudere la linea di penetrazione di Green o infastidire Looney che aspettava il lob nella posizione del Dunker spot, Draymond è un maestro in questa situazione e capisce che la postura di Jordan non gli consentirà di balzare su Looney come ai bei vecchi tempi, e decide quindi di alzare un lob sul quale DeAndre non può più fare nulla, regalando a Kevon due punti estremamente semplici.

Al contrario di Jordan, Bazemore è stato invece abbastanza positivo in difesa, facendo, nei limiti del possibile, un buon lavoro su Steph Curry. Più di una volta Kent è stato abile a direzionare la penetrazione del figlio di Dell, costringendolo a dirigersi verso Anthony Davis, contro il quale il tre volte campione Nba ha spesso dovuto concludere frettolosamente sbagliando il tiro, o addirittura costringendolo a perdere il pallone dopo l’aiuto dal lato debole dello stesso AD.

In attacco Bazemore, come anche altri suoi compagni, non ha beneficiato delle pessime spaziature che spesso si sono create, ed ha segnato solo 2 delle 8 triple tentate.

Russell Westbrook
Parliamo ora dell’argomento più caldo di questa Opening Night, ossia di Russell Westbrook e del suo impatto nella metà campo offensiva, che non è stato esattamente indimenticabile. Russ ha enormemente faticato contro le scelte di Steve Kerr e della difesa di GS, che ovviamente passava dietro ogni blocco e concedeva il tiro, che l’ex OKC non ha letteralmente mai segnato. Ne è un chiaro esempio quello che è stato probabilmente il peggior attacco della partita dei Lakers, ossia un pick and roll tra Westbrook e Jordan, giocato in maniera a dir poco confusa e conclusosi con un mattone terrificante del numero 0 dal mid range.

In alcune situazioni Westbrook si è anche trovato a dover svolgere il ruolo dello spot up shooter, in qualche occasione infatti è stato pescato in angolo da LeBron James con dei grandi passaggi che però non sono stati convertiti, non essendo questo un fondamentale in cui Russ eccelle. Nell’azione che vedremo nella prossima Clip vengono esemplificati i problemi di Fit tra il Re e Brodie. Ecco spiegato perché molti tifosi Lakers avrebbero preferito l’arrivo di un giocatore come Buddy Hield a quello di Westbrook.

Rajon Rondo

L’impatto di Westbrook è peggiorato ulteriormente nei 7 minuti di permanenza in campo assieme a Rajon Rondo. I due hanno eseguito una serie di azioni da manuale del basket 2021, anche complice la volontà dei Warriors di battezzare volentieri uno dei due o entrambi, però il risultato è sempre stato un sonoro “sdeng” sul ferro. Questo a dimostrazione che pur mantenendo una filosofia di gioco che cerca lo spacing, se mancano gli interpreti c’è davvero pochissimo da fare.

Nel primo video Rondo penetra nonostante il suo uomo lo stia aspettando al limite del pitturato e Davis e Howard siano entrambi in area. La difesa dei Warriors giustamente collassa verso il centro, occupandosi di proteggere il ferro e lasciando Westbrook solo ad aprirsi sul perimetro. Lo #0 si allarga bene senza palla, ma nonostante tutto la difesa non si preoccupa di affrettare un closeout, ed ha ragione, poiché wide open Westbrook non riesce a mandare a bersaglio la conclusione, come gli altri quattro tentativi da fuori, tutti concessi e tutti sbagliati.

In quest’altra clip il quintetto è sempre lo stesso, ma a portare palla è Westbrook. Ancora una volta la difesa ha letteralmente cinque uomini (più Howard) che alzano un muro nel pitturato e blocca la penetrazione di un lanciatissimo Brodie, il quale riapre per Rondo sul perimetro. Curry non si preoccupa di chiudere su Rondo, andando invece ad impedire il passaggio in angolo per Bazemore e di fatto preferendo marcare chi un giocatore senza palla lasciando tirare Rondo da tre punti. L’ex Clippers però sbaglia la conclusione.

Infine Westbrook prova a giocare un pick and roll con Howard in zona post basso (quindi di fatto trovandosi già in area) per poi scaricare per Davis dopo aver trovato la strada sbarrata. Ancora una volta la difesa si muove in direzione di Bazemore e Rondo viene lasciato ancora libero, ma nonostante tutto Davis tenta un pull-up da tre, comunque non la sua migliore alternativa, e si vede. Il tiro è cortissimo.

Carmelo Anthony
Tra le note non positive della serata dei Lakers c’è anche Carmelo Anthony, che nonostante abbia segnato due triple (giocando come dovrebbe, ossia da tiratore puro post ricezione) non riesce ancora a calarsi nel ruolo dello specialista. Troppo spesso Melo incorre ancora in degli isolamenti al gomito e, non avendo più un fisico così esplosivo, spesso è costretto a forzare il tiro con il difensore che gli è sempre rimasto attaccato.

Piccola, ma nemmeno troppo, nota a margine tra gli aspetti negativi. I Lakers hanno tirato i liberi con il 50%, 9 su 18. 5 di questi sono stati sbagliati da Davis che due anni a scollinava ben oltre’80%, ma che dallo scorso anno ha visibilmente perso fiducia. Anche LeBron, che in Preseason aveva sbagliato un solo libero, è stato insufficiente sotto questo aspetto, sbagliandone in questo caso 3 dei 5 presi ; è inesatto dire che i Lakers avrebbero vinto tirando dignitosamente i liberi, ma in alcuni momenti avrebbero potuto allungare le mani sulla partita segnandone qualcuno in più.

LeBron James e Anthony Davis
Passiamo ora agli aspetti positivi che si sono visti per i Lakers, aspetti positivi che sono identificabili in LeBron James ed Anthony Davis.
Notizia più importante, entrambi hanno ritrovato un’ottima condizione fisica, notizia fondamentale soprattutto per Davis. AD è stato verosimilimente il miglior giocatore dei Lakers in entrambe le metà campo, ma dando per assodato che sappiamo cosa può e deve dare in difesa, concentriamoci sull’attacco. Dopo un’annata 19-20 devastante, lo scorso anno, vuoi anche per tutti i problemi fisici, Davis non ha giocato una grande stagione. Spesso ha sofferto nella metà campo offensiva, e non ha trovato mai quel feeling con il tiro che preferisce, il jumper dal mid range. Contro GS AD è invece sembrato quello di due anni fa, capace di governare l’attacco in singolar tenzone, segnando a ripetizione in tutti i modi possibili. A conclusioni dalla media ha alternato anche canestri semi impossibili che richiedono una sensibilità sopra alla media, cosa che a lui non manca di certo.

Anche il Re è sembrato in buona condizione, ed ha dimostrato che la fiducia nel suo tiro aumenta costantemente. James ha iniziato la partita segnando i primi 6 tiri presi, mostrando anche un’impressionante scioltezza nelle triple.

Anche il gioco dal midrange è sembrato piuttosto funzionante, LeBron ha infatti spesso segnato canestri letteralmente impossibili nonostante l’ottima contestazione del difensore, come questo:

Se vogliamo trovare un piccolo difetto alla prestazione del nuovo numero 6, possiamo appellarci alla ancora poca propensione nel cercare il centro dell’area, ma si sa che negli ultimi anni, per i primi mesi, LeBron ha sempre schiacciato poco l’acceleratore sotto questo punto di vista.

Avery Bradley
L’altra buona notizia per i Lakers si chiama Avery Bradley. L’ex Celtics è letteralmente stato firmato poche ore prima della palla a due e, dopo non essere sceso, come prevedibile, in campo per i primi 3 quarti, Vogel lo ha lanciato nell’ultimo periodo, appellandosi al fatto che Avery due anni fa avesse fatto parte dei Lakers e che quindi sapesse come muoversi con LeBron ed AD.
L’impatto di Bradley è stato ottimo. Ha segnato due triple in pochi minuti e limitato, sempre per quanto possibile, Curry. Bradley, se in condizione e con la testa giusta, è il miglior difensore POA dei Lakers e non faticherebbe a tornare in quintetto.

Una menzione per la difesa generale dei Lakers sul pick and roll con Curry da palleggiatore. Vogel ha spesso optato per una trap su Curry, che è stato come sempre fenomenale nei tempi di passaggio. L’esperimento non ha funzionato poi così male, anche grazie alle difficoltà degli Warriors dal perimetro, ma quando Bjelica ha capito come muoversi dopo aver bloccato, è praticamente finita la partita per l’incapacità dei Lakers di produrre aggiustamenti rapidi.Una piccola chiosa finale, i Lakers hanno, nonostante tutto, condotto la partita per i primi 3 quarti, ma si sono spenti all’improvviso tra il finire del terzo e l’iniziare del quarto. Un calo che ci può stare, anche dati i quintetti che Vogel ha dovuto schierare date le molte assenze.
I Lakers hanno tanti, tanti problemi, ma forse li stiamo tutti dando troppo per spacciati. Sono pur sempre la squadra di James e Davis, e scommetterci contro può risultare letale alla lunga. Se l’inserimento di Westbrook, per una qualsiasi ragione, sarà migliore del previsto ed i Lakers troveranno una quadra, allora sarà un problema per tutti giocarci contro, visto il talento complessivo. Non resta che attendere, la stagione dei Gialloviola è appena cominciata e sarà estremamente interessante.