Philadelphia 76ers: ennesimo fallimento?

Dopo l’uscita alle Eastern Conference Semi-Finals per l’ennesimo anno consecutivo, (ricordiamo che i Sixers da quando sono tornati ai Play-off dopo gli anni del Process, stagione 2017/18, sono usciti al secondo turno per quattro anni su cinque, ad esclusione della stagione 2019/20 dove sono usciti al primo turno contro i Boston Celtics) le domande che attanagliano gli addetti ai lavori, ma soprattutto i tifosi Sixers, sono molte e in questo articolo proveremo, dopo aver definito i motivi per cui la squadra è stata eliminata, a dare delle risposte e a valutare se effettivamente i Philadelphia 76ers, nonostante l’eliminazione contro i Miami Heat, abbiano intrapreso la strada giusta per raggiungere quell’agognato titolo che manca dal 1983 o se per l’ennesima volta abbiano intrapreso una strada sbagliata (cosa che purtroppo è spesso accaduta nella storia della franchigia della città dell’amore fraterno).

COSA NON HA FUNZIONATO?

Prima di parlare dei singoli protagonisti e di quello che secondo me sarà giusto fare in questa Off-Season, andrò ad analizzare i principali motivi per cui i Philadelphia 76ers sono stati eliminati dai Miami Heat.Parto dal presupposto che a mio parere la squadra con un Joel Embiid sano, o comunque, col solo infortunio al pollice, avrebbe potuto battere gli Heat e sarebbe solo uscita alle finali di Conference, come avevo predetto nello scorso articolo. Chiaramente, quindi, uno dei motivi principali, forse il principale, dell’uscita dei Sixers al secondo turno è stata la sfortuna che ha avuto Joel nel trovare due infortuni che l’hanno condizionato troppo e che non gli hanno permesso di poter giocare al 100% delle sue possibilità.È ovvio che quella sopra citata non è l’unica motivazione dell’eliminazione dei 76ers, però, d’altro canto non si può nemmeno non tenerla in considerazione. Per il resto i problemi principali sono stati quelli visti durante tutta la Regular Season e che avevo già evidenziato nelle mie precedenti analisi, ovvero:-Una panchina non adatta al livello dei Play-off.
-Un James Harden in grande difficoltà.
-Alcune scelte di Doc Rivers che si sono ripercosse sulla Post-Season.
-Infine, una difesa non sempre all’altezza dell’avversario, troppe palle perse e troppe difficoltà a rimbalzo.Di Harden e anche di Embiid, parlerò nei prossimi paragrafi.

  • LA PANCHINA

La panchina è stata un disastro e in nessuno nei due turni disputati, ha realmente dato un contributo importante e soprattutto continuo alla squadra. Milton è troppo inconsistente, Niang dopo un’ottima Regular Season è calato nettamente e dopo un primo turno “discreto” contro i Raptors, contro Miami ha tirato con il 21.4% dal campo e il 16.0% da 3.

Thybulle è stato utilizzato molto poco e in generale ha dimostrato che ai Play-off non può stare in campo, per colpa di una dimensione offensiva nulla. Jordan è stato drammatico e Korkmaz per quel poco che si è visto non ha dimostrato di essere un giocatore da Post-Season. L’unico contributo positivo, a mio avviso, è stato quello dato da Paul Reed, che, però, chiaramente era alla prima esperienza seria ai Play-off e inoltre in stagione regolare ha giocato molto poco, per cui non ci si poteva aspettare chissà ché. Gli altri si sono visti solo nel Garbage Time o comunque troppo poco, per cui, non sono valutabili.In questa Off-Season, indubbiamente, Morey dovrà rinforzare la panchina, perchè, anche se ai Play-off le rotazioni si accorciano, è fondamentale avere dei giocatori che possano portare un buon contributo, ma che soprattutto, in Regular Season possano far rifiatare di più gli starters.

  • DOC RIVERS

Doc Rivers (che al momento Morey ha confermato anche per il prossimo anno) è stato protagonista di una Post-Season ancora insoddisfacente. Chiaramente non è l’unico colpevole dell’uscita al secondo turno dei Sixers e sarebbe sbagliato prendersela solo con lui, però, alcune sue scelte sono state molto discutibili e secondo me alcuni problemi sono derivati anche da una gestione sbagliata in Regular Season.Partiamo innanzitutto da Gara 6 contro i Raptors. È indubbio che la scelta di tenere in campo gli starters a quel punto del match rimane strana e difficilmente comprensibile, ed il rischio ha purtroppo pagato care conseguenze, ovvero la lacerazione del legamento del pollice di Jojo. Non so se si poteva evitare l’infortunio di Embiis, però, ai Play-off ogni potenziale Garbage Time può essere importante per far riposare i propri giocatori.In seconda battuta, il fatto di schierare Deandre Jordan in quintetto, nelle prime due partite della serie contro gli Heat, è stato molto discutibile. I dati con lui in campo sono sconcertanti, per quanto si basano su un sample molto relativo: in 22 minuti di utilizzo in due partite la lineup che vedeva in campo Green, Harden, Maxey, Harris e Jordan ha avuto un Offensive Rating di 100.0 contro un Defensive Rating di 148.8. Il sample, come detto prima, è molto piccolo, ma questi dati fanno capire benissimo come Jordan non potesse stare in campo, soprattutto dal punto di vista difensivo, dove la sua mancanza di mobilità è stata sfruttata perfettamente da Spoelstra. Andando, infatti, a vedere i Pick&Roll che lo vedevano protagonista, si può notare come difenda sempre in drop e che, oltre a concedere enormi spazi al palleggiatore per un tiro semplice in pull up, riusciva incredibilmente anche a non proteggere il ferro, per cui anche se il tiratore sbagliava, Miami aveva comunque a disposizione nella maggior parte dei casi, una seconda possibilità conquistando il rimbalzo offensivo e inoltre non è stato raro vedere un lob per il rollante finire sopra la sua testa.

È vero che Embiid era infortunato e che Reed ha sempre avuto problemidi falli, ma sinceramente avrei preferito vedere in campo Charles Bassey, che sicuramente non avrebbe salvato la situazione, ma che per lo meno sarebbe stato sicuramente più mobile e avrebbe anche potuto dare alla squadra qualche soluzione in più.
Tutto ciò secondo me dipende anche molto dalla gestione sbagliata che si è vista in stagione regolare. Se i vari Reed, Bassey, Joe ecc. ecc. avessero giocato di più durante l’anno, probabilmente ai Play-off Rivers stesso avrebbe potuto avere le idee più chiare su chi fosse meglio far uscire dalla panchina e soprattutto, a mio parere, non avremmo visto determinati quintetti sperimentali che in un secondo turno dei Play-off non si dovrebbero mai vedere, inoltre Paul Reed avrebbe anche accumulato molta più esperienza e probabilmente determinati suoi difetti sarebbero stati limati.Come al solito, poi, gli aggiustamenti sono sempre stati lenti e una volta trovati non venivano puntualmente rivisti e Miami ha potuto sfruttare queste lacune a suo vantaggio.Insomma, io sono convinto che Rivers non sia l’allenatore adatto per questa squadra e mi auguro che alla fine, approdi in altri lidi (si parla molto dei Lakers), ma Morey al momento lo ha confermato e sinceramente, penso che questa possa essere una mossa sbagliata per il futuro della franchigia.

  • LATO TECNICO – TATTICO

Passando al lato più tecnico, è stato evidente, come la squadra abbia sofferto i Miami Heat. Se col rientro di Embiid in Gara 3 e Gara 4, la squadra ha offerto delle prestazioni difensive nettamente migliori, mettendo in difficoltà Miami, è altrettanto vero che gli Heat in quelle due partite hanno tirato come peggio non potevano e nelle successive due partite, dove hanno ritrovato le percentuali, gli Heat non hanno concesso alcuna possibilità ai Sixers di poter trovare la vittoria. Jimmy Butler è stato un rebus per tutta la serie, lo stesso Herro ha causato molti problemi soprattutto nel Pick&Roll e in generale la squadra ha concesso troppe occasioni dal perimetro agli Heat.

Detto ciò rimango convinto che con un Embiid a posto si potevano battere e Philadelphia aveva comunque dimostrato di poter mettere in gran difficoltà Miami, ma va dato il giusto merito a Spoelstra e ai suoi ragazzi di aver giocato un’ottima serie e va detto anche che sinceramente le ultime due partite non sono state affrontate col piglio giusto. Infatti, oltre a tutti i problemi citati precedentemente, credo che la squadra non ci abbia messo l’intensità giusta in Gara 5 e in Gara 6 e onestamente dopo aver pareggiato la serie, mi sarei aspettato qualcosa di diverso.Infine, bisogna dire che la squadra ha perso troppi palloni (15 di media) per tutta la serie…

… e che a rimbalzo non c’è stata storia (42.5 rimbalzi di media a partita per Miami contro i 36.2 dei Sixers).

  • ULTIMI SPUNTI E ALCUNE NOTE POSITIVE

La Post-Season dei Sixers, comunque, non è stata totalmente negativa, infatti, ci sono state anche alcune note positive.
In primis bisogna citare Tyrese Maxey che dopo aver giocato una gran Regular Season, si è confermato alla grande anche ai Play-off. Questi sono i suoi numeri: 20.8 PTS, 3.5 REB, 3.9 AST, 0.8 STL, 0.2 BLK, 1.8 TOV, con il 48,4% dal campo, il 37,7% da 3 su 5.8 tentativi a partita e il 94,0% dai liberi su 4.2 tentativi a partita. Sono numeri importantissimi per un ragazzo che è al suo secondo anno e che l’anno scorso praticamente giocava il Garbage Time, o comunque non era un protagonista fondamentale per i Sixers. Chiaramente i 76ers dovranno ripartire da lui l’anno prossimo e sono sicuro che abbia ancora diversi margini di miglioramento e che ha il potenziale per diventare anche un All Star.

Ovviamente Maxey ha anche diversi limiti, come la sua fisicità in ambito difensivo, o anche il fatto che spesso si incaponisce troppo in alcune soluzioni al ferro molto complicate, però è indubbio che il ragazzo ha talento e che dovrà essere un punto fermo per il futuro della franchigia.Lo stesso Tobias Harris, probabilmente ha giocato il suo miglior basket da quando veste la casacca dei 76ers e in questi Play-off, infatti, è stato protagonista di due ottime serie.
Contro i Raptors, a mio parere, è stato il miglior giocatore della serie, perchè, oltre che farsi trovare sempre pronto in fase offensiva è riuscito a fornire una prestazione difensiva eccellente per tutta la serie e ha fugato ogni dubbio che chiunque aveva su di lui prima dei Play-off.

Anche contro Miami ha offerto delle ottime prestazioni, anche se anche lui nelle ultime due partite ha giocato indubbiamente peggio.
Detto ciò, sono molto soddisfatto della sua Post-Season e sicuramente il suo valore si è alzato notevolmente dopo una pessima Regular Season.Menzione speciale per Danny Green che ha subito un gravissimo infortunio in Gara 6 contro Miami e che secondo me ogni anno, ai Play-off, fa capire la sua importanza. Ha giocato delle brutte partite (come in Gara 1 e 2 contro Miami), ma in generale ha fatto dei buoni Play-off e sinceramente sarà importante sostituirlo al meglio in Off-Season.Passiamo ora alle due principali stelle della squadra.

  • JOEL EMBIID

Joel Embiid ha giocato indubbiamente la miglior stagione in carriera e se non ha vinto l’MVP è stato solo merito di un Nikola Jokic clamoroso che ha giocato una delle migliori Regular Season di sempre. Oltre a questo, il camerunense ha giocato il maggior numero di partite in una Regular Season da quando è entrato nella Lega (68) ed è stato il primo Centro a vincere il titolo come miglior marcatore da Shaquille O’Neal con 30.6 punti di media a partita.Se dal punto di vista del talento e del suo apporto, quindi, non gli si può contestare nulla, i principali dubbi che ogni anno vengono evidenziati dopo le varie eliminazioni riguardano la sua leadership e la sua integrità fisica.

  • I PROBLEMI FISICI

Dal punto di vista fisico, come detto sopra, ha vissuto la sua miglior stagione in carriera, ma purtroppo, anche in questa Post-Season ha avuto diversi problemi che lo hanno limitato molto, soprattutto nella serie contro Miami, dove ha saltato le prime due partite e nelle restanti quattro non era al meglio. Rispetto agli anni scorsi, però, quest’anno i suoi problemi dipendono ben poco da lui e dal fatto di essere injury prone. Infatti, in Regular Season le sue assenze sono state dettate soprattutto dal Covid, mentre ai Play-off il problema del legamento del pollice destro è stato causato da una botta subita in Gara 3 contro i Raptors, mentre la frattura orbitale è stata causata da Pascal Siakam in Gara 6.

Per cui lui ha ben poche responsabilità quest’anno sugli infortuni subiti (ho sentito di tutto, soprattutto che per via della sua esultanza Siakam sia andato contro di lui in maniera dura apposta per fargli male, ma sinceramente mi sembra ridicolo come pensiero). Sarà, magari, una visione troppo semplicistica della realtà, ma a mio parere, quest’anno Joel Embiid è stato solamente sfortunato e rimango dell’opinione che con il camerunense sano, questa serie i Philadelphia 76ers l’avrebbero portata a casa.

  • LA LEADERSHIP

Anche dal punto di vista della leadership sinceramente credo che ci sia ben poco da rimproverargli. Ho letto spesso accuse sul fatto che abbia rincorso troppo il premio di MVP, rinunciando così a riposarsi un po’ di più durante la Regular Season, e che quando conta, mentalmente, ceda sempre.Non mi trovo d’accordo con nessuna delle due opinioni e vi spiego subito il perchè. Indubbiamente Embiid ha rincorso il trofeo di MVP, ma chi non lo farebbe? Probabilmente avrebbe potuto mollare un po’ la presa a fine stagione e giocare qualche partita in meno, ma come ho evidenziato prima, Joel è arrivato ai Play-off, forse, in forma come non mai prima e gli infortuni che ha subito non sono assolutamente dipesi dal suo stato di forma, per cui il fatto di aver giocato, magari, qualche partita in più del dovuto o che abbia avuto una media minuti troppo alta, a mio parere, non ha assolutamente inciso sulle sue prestazioni e sull’eliminazione dei Sixers.Per quanto riguarda invece la sua mentalità vincente e il fatto che molli quando conta, credo non ci sia dimostrazione migliore del fatto che nonostante avrebbe potuto saltare tutta la serie contro Miami, abbia fatto di tutto per esserci e per provare a ribaltarne l’inerzia, cosa che parzialmente ha anche fatto nelle due gare casalinghe giocate dopo essere stati sotto per 2-0. Sfiderei chiunque a giocare con il legamento del pollice della mano con cui tiri da operare e con la maschera, a causa di una frattura orbitale, subita pochissimo tempo prima. Non credo che in molti sarebbero scesi in campo e lui oltre ad averlo fatto, ha anche avuto un peso importante nel pareggiare la serie. Sicuramente in Gara 5 e in Gara 6 poteva prendere qualche decisione migliore e forse avrebbe potuto offrire due prestazioni più incisive, ma era evidente che non era al 100% e che i problemi su cui giocava gli creavano non poche difficoltà.Oltre a tutto ciò, in molti, hanno cercato di tirare fuori un caso simile a quello che è avvenuto l’anno scorso con Ben Simmons, ovvero che Joel abbia puntato il dito contro un suo compagno di squadra per l’eliminazione dai Play-off. A mio parere non è successo nulla di tutto ciò. Embiid ha solo sottolineato come James Harden non sia più il giocatore degli Houston Rockets, ma che oggi sia diventato più che altro un playmaker, cosa che comunque è sotto gli occhi di tutti, e che fosse sbagliato aspettarsi quel tipo di prestazioni da lui. Inoltre avrebbe potuto tranquillamente accusare Doc Rivers di non aver saputo gestire al meglio la squadra durante tutto l’anno, ma invece ha fatto mea-culpa, sostenendo che fosse il caso che anche i giocatori stessi si facessero un esame di coscienza perché sono loro che scendono in campo e forse manca la giusta mental toughness da mostrare a questi livelli.In conclusione, alla fine di questa annata, posso dire che trovo un Joel Embiid molto più maturo e che anche fisicamente sia più affidabile. I Sixers l’estate scorsa hanno definitivamente deciso di renderlo l’uomo franchigia con il rinnovo del contratto e a mio parere quest’anno ha dimostrato ampiamente che è la scelta giusta, poiché, come detto precedentemente, gli infortuni non sono dipesi da lui e ha dimostrato di essere un leader. Ovviamente si può discutere se nel 2022 sia il caso di costruire una squadra da titolo attorno ad un Centro, però a mio parere, Joel Embiid non ha ancora avuto la squadra perfetta al suo fianco e soprattutto (quest’anno per sfortuna) non lo abbiamo mai realmente visto sano per tutta la durata dei Play-off.

  • JAMES HARDEN

È inutile girarci troppo attorno. James Harden diventerà il protagonista principale della prossima Off-Season dei Sixers e indubbiamente si dovrà prendere una scelta importante sul suo futuro. Ricordiamoci che ha tempo fino al 29 giugno per accettare la Player Option da oltre 47 milioni di dollari presente sul suo contratto. Prima di parlare, però, del suo futuro e di quello che secondo me, Daryl Morey dovrebbe fare, andiamo a vedere com’è stata la sua esperienza in maglia bianco e blu durante questi mesi.The Beard ha debuttato il 25 febbraio 2022 contro i Minnesota Timberwolves e da lì, indubbiamente, tutto è cambiato per la franchigia della città dell’amore fraterno. Dopo gli ultimi anni passati con Ben Simmons in cabina di regia, i 76ers avevano dato le chiavi della squadra ad un giocatore completamente diverso, che però non era più quello visto negli anni precedenti, soprattutto in Texas. Già nei precedenti articoli, infatti, avevo evidenziato come la squadra fosse cambiata con il suo arrivo e come anche, però, le incognite su di lui fossero molte e che il rischio di vedere una Post-Season sottotono da parte sua fosse elevato.James Harden ha infatti giocato probabilmente la sua peggior Post-Season in carriera (questi sono i suoi numeri: 18.6 PTS, 5.7 REB, 8.6 AST, 0.8 STL, 0.7 BLK, 4.2 TOV con il 40,5% dal campo, il 36,8% da 3 su 6.3 tentativi a partita e l’89,3% ai liberi su 6.3 tentativi a partita) e ad esclusione di Gara 4 contro i Miami Heat dove si è visto parzialmente il vecchio Harden, nelle altre partite ha indubbiamente fatto molta più fatica e la cosa più evidente è stata che nei secondi tempi calava vistosamente. Infatti, andando a guardare tutte le 12 partite disputate in questi Play-off è evidente come nei primi tempi abbia sempre giocato meglio, mentre nei secondi sia calato e abbia portato un contributo non sufficiente alla squadra.

Cosa fare, quindi, con James Harden? Chiaramente bisognerà capire se vorrà accettare o meno la Player Option e gli scenari che si possono aprire sono molteplici. Nonostante abbia indubbiamente deluso (spesso viene fatto passare come unico artefice dell’eliminazione Sixers, mentre in realtà le colpe non sono esclusivamente sue, come visto precedentemente) io credo che un Off-Season intera dove può allenarsi, essere sano e iniziare poi la stagione direttamente dal Training Camp con i Sixers, possa giovargli molto. Chiaramente non mi aspetto che torni il giocatore di prima e sarebbe utopistico pensarlo, ma credo che possa raggiungere una condizione fisica migliore e di conseguenza potrà dare un apporto nettamente migliore alla causa dei 76ers. Per cui, se dovesse accettare la Player Option, peserebbe molto sul cap solo per un anno e potenzialmente facendo le mosse giuste, potrebbe anche non essere un problema, ma la soluzione che sinceramente mi auspico di vedere è quella che vede Harden rinnovare con i Sixers con un contratto più sostenibile (per esempio un triennale da 20/25 milioni all’anno, secondo me sarebbe la soluzione migliore). Il rinnovo a cifre più contenute potrebbe aprire diverse opportunità per Philadelphia e permetterebbe a Morey di poter lavorare meglio per rafforzare la squadra dove è più necessario. Inoltre, credo che The Beard sia ben consapevole del fatto che non può più pretendere determinate cifre, per cui mi auguro che faccia un passo indietro, che potrebbe servire anche a lui, per poter vincere quel titolo che non è mai riuscito a raggiungere.
In molti vorrebbero vederlo già lontano da Philadelphia e credono che la Trade con i Nets sia stata inutile, però credo sia necessario dargli il giusto tempo e penso sia giusto concedergli un’altra possibilità.

  • CONCLUSIONI

Dopo aver delineato le motivazioni per cui i Philadelphia 76ers sono stati eliminati dalla Post-Season 2022 e dopo aver discusso in maniera più approfondita di Joel Embiid e James Harden è arrivato il momento di rispondere alla domanda con cui si è aperto questo articolo: “Ennesimo fallimento?”.
A mio parere non si può parlare di fallimento, anche perché i Sixers sono usciti contro una squadra ben allenata e costruita ottimamente e che ha dimostrato tutto l’anno di poter arrivare fino in fondo e infine sono stati penalizzati anche dagli infortuni di Embiid che, come detto precedentemente, ha ben poche responsabilità quest’anno. Ovviamente la delusione è tanta e rimango convinto che la squadra nelle ultime due partite di questa annata avrebbe potuto fare molto meglio, soprattutto da un punto di vista di intensità, ma alla fine credo che non sia tutto da rifare e che questa Off-Season può consegnare alla Lega una nuova reale contender nella Eastern Conference.Credo che Morey debba concentrarsi nel provare a convincere Harden a rinnovare a cifre più contenute per permettere alla squadra di avere più flessibilità e infine credo che debba sfruttare questi ultimi Play-off disputati da Tobias Harris per provare a scambiarlo, per potenzialmente allungare le rotazioni, provando quindi a prendere più giocatori utili da inserire in squadra. Infine Morey dovrà essere bravo a rifondare una panchina che ha dimostrato di non essere all’altezza di questi livelli (soprattutto, sarà fondamentale trovare un backup serio per Joel Embiid) e credo che anche qui alcuni giocatori siano arrivati al capolinea della loro esperienza in casacca Sixers, come per esempio Matisse Thybulle che non mi meraviglierei veder partire in questa Off-Season.Mi sono già espresso su Doc Rivers e vedremo se alla fine rimarrà effettivamente sulla panchina dei 76ers. La speranza è che se dovesse rimanere, possa capire che una squadra va sfruttata appieno durante la stagione regolare, per arrivare con la giusta forma e con le idee chiare nel momento più importante dell’anno, ma temo che questo non accadrà.Chiaramente questa è la mia visione e Daryl Morey ha dimostrato in questi anni di saper sempre tirare fuori il meglio anche da situazioni disperate, per cui mi fido di lui e sono sicuro che proverà a fare le mosse giuste per costruire la miglior squadra possibile da affiancare a Joel Embiid, detto ciò, credo che a prescindere da tutto, la prossima Off-Season sia determinante per il futuro della franchigia e l’ex General Manager dei Rockets avrà un duro lavoro da fare, ma come ho fatto trasparire in questo articolo, a mio parere, le basi per ripartire ci sono e sono convinto che il prossimo anno potrebbe essere l’anno buono per finalmente ritornare a gioire come successe, ormai quasi 40 anni fa.