Pagelle Offseason 2021: Atlantic Division

  • TORONTO RAPTORS

Aggiunte

Svi Mykhailiuk – 2 yrs, 3.6 mln

Isaac Bonga – 1 yr, 1.7 mln

Sam Dekker – 1 yr, 1.7 mln

Justin Champagnie – 1 yr, 1.6 mln

Reggie Perry – 1 yr, 1.5 mln

Ismael Wairnight – 1 yr, 925k

Goran Dragic ~ Via trade (Heat)

Precious Achiuwa ~ Via trade (Heat)

Scottie Barnes (Draft, #4)

Dalano Barton (Draft,#46)

David Johnson (Draft, #47)

Conferme

Gary Trent Jr. – 3 yrs, 52 mln

Khem Birch – 3 yrs, 20 mln

Perdite

Kyle Lowry (Heat)

Stanley Johnson (Bulls)

Rodney Hood (Bucks)

DeAndre’ Bembry (Nets)

Paul Waton (Thunder)

Aaron Baynes (Free Agent)


Toronto ha perso la sua grande bandiera, Kyle Lowry, in un processo di ricostruzione che ha ormai quasi definitivamente smembrato la squadra che due anni e mezzo fa è salita sul tetto del mondo. Toronto, però, è una squadra che in questa off-season non è stata assolutamente con le mani in mano, e ha provato ad aggiungere pedine interessanti per riportare in auge un roster che potrebbe risultare abbastanza competitivo tra uno/due anni. Lo scambio che ha portato Lowry agli Heat vede però un altro veterano approdare in Canada, Goran Dragic. I Raptors, l’anno successivo al titolo, nonostante la dipartita di Kawhi Leonard, erano riusciti addirittura a migliorare il proprio record in regular season e a fare bella figura anche nei Playoffs, dopo aver capitolato in 7 gare contro i Boston Celtics. Purtroppo l’abbandono di Marc Gasol e Serge Ibaka avevano esposto i Raptors nella scorsa stagione ad un colossale crollo difensivo sui lunghi, amplificato dai costanti infortuni di Siakam. Essersi privati anche di Lowry potrebbe essere un problema enorme, perdendo anche la difesa perimetrale con i piccoli? Assolutamente no. Quest anno paradossalmente il problema dei Raptors sarà proprio la metà campo offensiva, o meglio l’equilibrio tra metà campo offensiva e difensiva, in quanto l’aggiunta di Dragic, la conferma di Trent Jr., e la presenza di VanVleet sono le uniche fonti di creation in un attacco carente di spaziature, che però con questi tre contemporaneamente risulterebbe costantemente passibile di mismatches in difesa. Al contempo l’aggiunta di Scottie Barnes, 4^ scelta al Draft, aggiunge una capacità notevolissima di difendere sull’uomo in tutte e 5 le posizioni, e una discreta difesa in aiuto anche contro i lunghi, ma il prospetto è fortemente carente in Scoring e in Shot selection, problemi che hanno anche altri due giocatori a lui abbastanza simili sotto il profilo fisico e tecnico: OG Anunoby e appunto Siakam. Per Toronto questo problema sarà sicuramente messo poco in evidenza in stagione regolare, poiché Siakam e Barnes sono due superatleti capacissimi di gestire le transizioni nel migliore dei modi. Nei Playoffs però l’attacco a metà campo potrebbe essere un problema, e la presenza di tre scorer a gioco rotto come quelli elencati precedentemente al contrario è una falla molto grossa in difesa.

La sensazione finale è che Toronto sarà una squadra estremamente godibile da veder giocare, molto veloce e con spesso la ricerca della giocata spettacolare che possa scatenare il ritrovato pubblico (guidato dagli “screams” di Barnes) , giocando in modo soffocante in difesa grazie ai loro lunghi super mobili e tentando la ripartenza veloce, evitando il più possibile il gioco stagnante a metà campo, nel quale Dragic più volte dovrà salvare la situazione.

La scelta di Barnes al Draft è una mossa sicuramente strana ma che potrebbe produrre ottimi risultati, in quanto rispecchia una volontà di rifondazione totale anche dal punto di vista del gioco, che non si sarebbe avuta Draftando il più quotato Jalen Suggs, il quale avrebbe sostituito Kyle Lowry anche sul piano tecnico. Piace almeno pensare che sia così, e non che la trade di Lowry sia stata improvvisa e che abbia scombinato dei piani, perché se così fosse, passare su Suggs per Barnes potrebbe essere stato un mezzo suicidio.

Non è ancora ben chiaro il ruolo che svolgerà Boucher, ma la curiosità è molta.

VOTO: 7


  • NEW YORK KNICKS


Aggiunte

Evan Fournier – 4 yrs, 73 mln

Kemba Walker – 2 yrs, 17 mln

Dwayne Bacon – 1 yr, 1.7 mln

Wayne Selden – 1 yr, 1.7 mln

Aamir Sims – 1 yr, 925k

M.J. Walker – 1 yr, 925k

Quentin Grimes (Draft, #25)

Miles McBride (Draft,#36)

Jericho Sims (Draft, #58)

Conferme

Julius Randle – 4 yrs, 117 mln

Derrick Rose – 3 yrs, 43 mln

Alec Burks – 3 yrs, 30 mln

Nerlens Noel – 3 yrs, 27 mln

Taj Gibson – 2 yrs, 10 mln

Perdite

Reggie Bullock (Mavericks)

Frank Ntilikina (Mavericks)

Jared Harper (Pelicans)

Elfrid Payton (Suns)

Theo Pinson (Celtics)

Norvel Pelle (Free Agent)


Qualche firma notevolissima e poi avanti a suon di rinnovi. I Knicks sono tornati alla grande. L’aggiunta di Kemba Walker è, qualità/prezzo, una delle mosse migliori degli ultimi anni, in quanto (se sano) aggiunge playmaking, scoring a gioco rotto e buona difesa in relazione alla stazza.

Fournier permette di aprire il campo, sfruttando le sue capacità di tiratore sia dal palleggio che in uscita dai blocchi, anche se forse il contratto che i a Knicks hanno offerto è leggermente oneroso, forse la mossa meno buona dell’ottimo mercato Knicks, ma offensivamente comunque un upgrade enorme rispetto a Bullock.

Randle si è ormai affermato come guida della squadra, la quale con un’estensione di 117 milioni in 4 anni dimostra una fiducia notevolissima (forse troppo) per il giocatore.

La conferma più importante probabilmente è quella di Nerlens Noel, che nella scorsa stagione si è dimostrato un lungo estremamente mobile e capace di tenere le redini della difesa dei Knicks che giustamente ha fatto a lunghi tratti affidamento su di lui in contumacia Robinson. Il suo valore come Rim Protector è noto già dai suoi primi anni.

Probabilmente il rinnovo di Rose a quelle cifre avviene forse più per riconoscenza per quanto fatto negli scorsi playoffs che per il valore effettivo del giocatore. I Knicks hanno Kemba Walker, Immanuel Quickly e un Miles McBride che sgomita per trovare spazio, ai quali saranno sottratti minuti dall’ex MVP, che a causa di quelle cifre non potrà essere confinato a poi così poca permanenza sul parquet. Ma magari proprio il costante essere injury prone di Kemba e Rose potrebbe essere la rampa di lancio per i due giovanissimi.

I dubbi quindi sono: Come gestiranno i minuti (e il campo) tra i piccoli? Obi Toppin in Summer League ha fatto vedere davvero grandi cose quando ha palla in mano, come verrà impiegato nel corso della stagione?

VOTO: 8

  • BOSTON CELTICS

Aggiunte

Dennis Schroeder – 1 yr, 5.8 mln

Enes Kanter – 1 yr, 2.6 mln

Ryan Arcidiacono – 1 yr, 1.8 mln

Garrison Matthews – 1 yr, 1.7 mln

Juwan Morgan – 1 yr, 1.7 mln

Theo Pinson – 1 yr, 1.7 mln

Josh Richardson ~ Via trade (Mavericks)

Al Horford ~ Via trade (Thunder )

Bruno Fernando ~ Via trade (Hawks)

Juancho Hernangomez ~ Via trade (Timberwolves)

Conferme

Marcus Smart – 4 yrs, 76 mln

Robert Williams III – 4 yrs, 48 mln

Perdite

Kemba Walker (Knicks)

Evan Fournier (Knicks)

Tacko Fall (Cavaliers)

Tristan Thompson (Kings)

Tremont Waters (Bucks)

Sami Ojeleye (Bucks)

Luke Kornet (Free Agent)

Carsen Edwards (Free Agent)


I Celtics si sono accaparrati Dennis Schroder a prezzo stracciato, facendolo diventare (giustamente) il MEME della free agency. Effettivamente, considerando i pretesti, la firma di Schroder può rivelarsi un colpaccio. Dopo la partenza di Kemba (il quale ha “parcheggiato” gran parte del suo stipendio in quel dell’Oklahoma) il tedesco è un profilo più che adatto a dare ai Celtics quello che i Celtics cercavano con Walker. Data la presenza di scoring diffuso la minor capacità di Schroder di segnare rispetto a Walker non sarà un problema. Dennis darà ai Celtics penetrazioni, gioco di pick and roll con Robert Williams III, al quale i Celtics hanno prorogato il contratto pagandolo anche abbastanza profumatamente, dimostrando fiducia notevole nei suoi confronti, e quando servirà è una decente arma anche in catch and shoot. Partito Fournier arriva Josh Richardson, giocatore probabilmente meno impattante dal perimetro e in generale in attacco, ma considerando il prezzo esorbitante del contratto firmato da Fournier coi Knicks, la scelta dei Celtics di lasciarlo andare è stata più che giusta. Anche perché parlando di contratti, l’aver risparmiato con Walker e Fournier consente di caricarsi sul groppone l’oneroso stipendio di Al Horford, che i Celtics dovranno pagare ancora altri 54 milioni nei prossimi due anni. Horford torna nell’unico contesto in cui si era effettivamente trovato molto bene, e anche se sarà quasi impossibile replicare il rendimento di tre/quattro anni fa, lo spazio che I Celtics vogliono dedicare a Time Lord potrà consentire a Horford di dare il 100% in un minutaggio ridotto in uscita dalla panchina. La sua firma in ogni caso era necessaria, considerando che dopo le partenze di Theis e Thompson, Williams era rimasto l’unico lungo (e anche molto undersized) in squadra. Oltre a Horford i Celtics firmano anche altri due lunghi: Bruno Fernando, che resta ancora un gigantesco punto di domanda, e il ritorno di Enes Kanter, che ha punti nelle mani per la regular season, ma difensivamente è letteralmente ingiocabile… il prezzo contenuto del contratto permetterà di impiegarlo solo per pochi minuti, sfruttando le sue mani morbidissime dal post alto.

I dubbi di questi Celtics saranno più legati alla tenuta fisica che a fattori tecnici, ma con la squadra al completo potranno dar fastidio quantomeno nella Eastern Conference.

VOTO: 6.5


  • BROOKLYN NETS


Aggiunte

Patty Mills – 2 yrs, 12 mln

Lamarcus Aldridge – 1 yr, 2.6 mln

Paul Millsap – 2 yrs, 2.6 mln

James Johnson – 2 yrs, 2.6 mln

DeAndre’ Bembry – 1 yr, 1.7 mln

Davontae Cakok – 1 yr, 1.7 mln

Jevon Carter – 1 yr, 1.7 mln

David Duke Jr. – 1 yr, 925k

Cam Thomas (Draft, #27)

Day’Ron Shape (Draft, #29)

Kessler Edwards (Draft, #44)

Conferme

Kevin Durant – 4 yrs, 197 mln

Bruce Brown Jr. – 1 yr, 4.7 mln

Blake Griffin – 1 yr, 2.6 mln

Perdite

Spencer Dinwiddie (Wizards)

Jeff Green (Nuggets)

Deandre Jordan (Lakers)

Timothe Luwawu-Cabarrot (Hawks)

Landey Shamet (Suns)

Alize Johnson (Bulls)

Chris Chiozza (Warriors)

Reggie Perry (Raptors)

Mike James (Monaco)

Tyler Johnson (Free Agent)


I Nets si dimostrano prepotenti e spregiudicati anche in questa off-season, con una serie di movimenti utilissimi e quasi a costo zero, resi possibili dall’allettante possibilità che a molti veterani è stata offerta di partire da favoriti per mettere un anello al dito dopo tanti anni di onorata carriera, a patto però di avere ruolo e stipendio ridotto.

Perso Mike James arriva il sostituto: Patty Mills, firmato per 12 milioni in due anni… upgrade notevolissimo. Le conferme di Durant e Bruce Brown non fanno che solidificare ulteriormente uno zoccolo già durissimo e la proroga di Blake Griffin al minimo salariale è una mossa davvero eccezionale. Unico neo? La partenza di Jeff Green, che i Nets hanno provato a rattoppare con l’acquisto di Paul Millsap, che pur essendo l’ombra di sé stesso, in un contesto del genere può ancora dare tantissimo. Lasciato andare Dinwiddie il quale era consapevole che non avrebbe trovato lo spazio che avrebbe voluto nella Brooklyn che lo ha reso noto, ma fossero riusciti a trattenere anche lui la free agency dei Nets sarebbe stata uno scacco matto all’intera NBA (forse anche eticamente parlando). In ogni caso il mercato di Brooklyn si riassume in una serie di giocatori sacrificati al massimo dal punto di vista egoistico ed economico, acquistati per essere ingranaggi funzionali all’interno di un orologio (mentre altrove sarebbero potuti essere anche pedine centrali del gioco) e a prezzi stracciati. Per tutti questi buoni/ottimi giocatori conta davvero così tanto mettere una firma sul compito finale (il titolo NBA), anche sapendo che sarebbero stati accolti in modo più oneroso sia dal punto di vista del minutaggio che dello stipendio in (quasi ogni) altro contesto?

Unici nei della loro Offseason? Innanzitutto i Nets avevano finalmente ottenuto la possibilità di liberarsi di un Kyrie Irving che in tempi di Covid si è dimostrato se non altro poco affidabile professionalmente, scambiandolo con Philadelphia e ottenendo in cambio Ben Simmons, che sarebbe stato (se usato da 4) davvero il fit perfetto per questi Nets, capace di sistemare ben più di un problemino in difesa e rendendosi a suo modo utile nell’attacco in transizione e giocando lontano dalla palla a metà campo. Durant però ha posto il suo Veto… è stata una mossa sensata? Non fraintendeteci, il valore assoluto di Kyrie è immenso, ma c’è la netta sensazione che con due attaccanti a difesa schierata del calibro di Durant e Harden, un piccolo sacrificio in cambio di una sistematina alla difesa non sarebbe stato affatto male, specialmente considerando la situazione non proprio comoda in cui Kyrie si è cacciato in ambito vaccinazioni…

La seconda mossa per noi apparentemente inspiegabile è il caso Doumbouya. Dopo aver portato a termine un colpo potenzialmente risolutore, come quello di Sekou Doumbouya, i Nets hanno ceduto il giocatore ai Rockets che a quanto pare lo taglieranno a breve. Evidentemente c’è stato qualche problema a noi sconosciuto in questi ultimi giorni, ma Sekou era stato firmato dai Nets a 9.2 milioni per 3 anni di stipendio. Non la miglior scelta né per i Pistons, né per il giocatore, che ha fatto vedere cose interessanti e nel contesto da contender potrebbe essere impiegato come role player, impedendo lo sviluppo dei suoi margini di miglioramento, ma ai Nets questo è importato poco e firmando a prezzi anche abbastanza contenuti l’ex Motor City, per impiegarlo come role player di lusso, era stata compiuta una mossa a dir poco Machiavellica che a quel prezzo si sarebbe potuta rivelare davvero determinante in ottica playoffs. Non abbiamo compreso, ma sicuramente avranno avuto i loro buoni motivi, sicuramente a noi sconosciuti (anche perché non avrebbe avuto senso firmarlo per 3 anni, né per i Rockets tagliarlo immediatamente vista la scorsa stagione tutt’altro che malvagia). In ogni caso avranno ragione loro dato che questa dirigenza ha dimostrato di capirne qualcosina in più di noi in quanto a reclutamenti… e poi così escono dalla luxury.

Ah è tornato LaMarcus!

VOTO: 8.5


  • PHILADELPHIA 76ERS


Aggiunte

Georges Niang – 2 yrs, 6.8 mln

Andre Drummond – 1 yr, 2.4 mln

Shaquille Harrison – 1 yr, 1.8 mln

Aaron Henry – 1 yr, 1.6 mln

Grant Riller – 1 yr, 1.6 mln

Jaden Springer (Draft, #28)

Charles Bassey (Draft, #53)

Conferme

Joel Embiid – 4 yrs, 196 mln

Danny Green – 2 yrs, 20 mln

Furkan Korkmaz – 3 yrs, 20 mln

Perdite

Dwight Howard (Lakers)

George Hill (Bucks)

Gary Clark (Free Agent)

Mike Scott (Free Agent)

Anthony Tolliver (Free Agent)

Rayjon Tucker (Free Agent)


L’offseason di Philadelphia vede qualche movimento, ma che è stato totalmente oscurato dal continuo hype per ciò che si è rivelato un non movimento. Parliamo ovviamente dei ripetuti tentativi di scambiare Ben Simmons, andati a vuoto uno dopo l’altro. Il valore dell’ex LSU è ai minimi storici, e i Sixers hanno provato addirittura a convincerlo a rimanere dopo aver cercato in ogni modo di tradarlo. Simmons ha espresso un netto rifiuto, dichiarando che non si sarebbe più presentato agli allenamenti della squadra, non curandosi della multa salatissima che otterrà quest anno (circa 21 milioni di dollari). Ci sono stati contatti con chiunque, da Brooklyn a Minnesota all’attuale Indiana, ma su Philadelphia ormai aleggia un pessimismo notevole che si potrebbe risollevare solo scambiando Simmons con una controparte di valore notevole, quindi in altre parole sperando in un miracolo.

… Eeee anche noi ci siamo soffermati a parlare di un non movimento quando effettivamente ci sono stati degli scambi, che però al netto delle analisi si dimostrano davvero molto molto neutri. Perso Dwight Howard, che torna ai Lakers, la scelta per il backup center ricade proprio su un Laker, Andre Drummond. Sostanzialmente cambia abbastanza poco, in attacco Philadelphia guadagna possessi e seconde chances da rimbalzo offensivo, così come un gioco in post fisico ed efficacie per quando limitato tecnicamente. In difesa perde qualcosa, non avendo Drummond la rim protection di Dwight ed essendo terrificante sui posizionamenti. Probabilmente la mossa di maggior rilievo è il rinnovo al max di Embiid, che denota una volontà di mantenere un progetto che ruoti attorno al centro camerunense, rendendolo, più di quanto non era già, l’uomo franchigia.

Già di per sé l’aver assicurato Embiid in città per altri quattro anni è una mossa importante, ma si sa, il giocatore assume spesso capricci infantili e va accontentato e motivato rendendo la squadra il più possibile funzionale al sul gioco, per permettergli di esprimersi al massimo delle sue potenzialità (se pensiamo che giocare con Simmons lo limitasse, possiamo immaginare quali siano le reali capacità di Joelone in un contesto adeguato).

Fino a poco fa, giocare con Simmons da Handler ha portato i difensori avversari a staccarsi da lui sul perimetro raddoppiando costantemente il #21 in post (che da quest anno ha anche imparato a gestire notevolmente i raddoppi), il quale ha comunque tirato fuori una stagione da MVP giocando quasi costantemente marcato da due difensori contemporaneamente. Permettendo a Embiid di giocare libero in attacco, la motivazione potrebbe spingerlo anche a difendere più seriamente, poiché quest’ultimo si è dimostrato un difensore eccezionale a sprazzi, ma pigro per lunghi tratti. Ed un Embiid che funziona al 100% su due metà campo e non ha da sopportare un carico troppo elevato in attacco, diminuendo il rischio infortuni, è una delle armi più letali che si possono vedere su un parquet.

Riassumendo gli obiettivi principali della postseason erano due: risolvere la situazione Simmons e prorogare il contratto di Embiid. Uno su due (al momento), non disastroso, ma neanche sufficiente.

VOTO: 5