A NEW ERA IN SOUTH PHILLY, Pt. 2

Come promesso nella prima parte dell’analisi sui Sixers post trade Harden, oggi andrò a parlare più nello specifico dei miglioramenti avuti dai singoli giocatori post All Star Break (nella prima parte avevo, infatti, analizzato i principali spunti di riflessione riguardanti la squadra in generale) e andrò ad analizzare i dubbi che attanagliano tifosi e non, sul fit tra James Harden e Joel Embiid. Infine proverò a dare un breve pronostico sui prossimi Play-off.

Come nello scorso articolo, tutti i dati e i video che troverete in questo pezzo sono stati presi da NBA.com.

IL MIGLIORAMENTO DEI SINGOLI

Ciò che indubbiamente è saltato agli occhi in questo periodo, da quando Harden è arrivato a Philadelphia, è stato il miglioramento di alcuni dei principali protagonisti in casa Sixers. I tre nomi che spiccano e di cui parlerò di seguito sono: Tyrese Maxey, Matisse Thybulle e Tobias Harris.

  • TYRESE MAXEY

Prima del debutto di The Beard sinceramente pensavo che Maxey avrebbe sofferto il suo arrivo e che i suoi numeri sarebbero pian piano calati. Non credevo che calasse vertiginosamente, però non mi sarei mai aspettato nemmeno un rendimento del genere, tant’è che il mio pensiero era quello di spostarlo nella second unit e di non matchare troppo i loro minuti in campo, in modo tale da aver sempre un portatore di palla affidabile sul parquet e per far sì che Maxey avrebbe potuto continuare a tenere palla in mano, visto che off ball non era sicuramente il miglior giocatore della lega. In parte, penso che questa possa essere ancora una soluzione attuabile in vista dei Play-off, soprattutto perché difensivamente il backcourt Maxey-Harden dà problemi e perché penso che Tyrese possa dare un grosso contributo nei minuti con la second unit in campo, però indubbiamente anche con Harden al suo fianco, l’ex Kentucky sta giocando alla grande.

Tyrese prima dell’arrivo di Harden stava viaggiando a queste cifre: 16.9 PTS, 3.5 REB, 4.6 AST, 1.2 TOV, 0.6 STL e 0.5 BLK in 35.6 minuti di utilizzo medio a partita, con il 46.9% dal campo, il 39.0% da 3 su 3.6 tentativi a partita e l’87.1% dai liberi su 3.4 tentativi a partita. Numeri importanti per un ragazzo che l’anno prima aveva vissuto una stagione di alti e bassi, dove aveva dimostrato alcune difficoltà che difficilmente si poteva pensare che si sarebbero risolte nell’arco di un anno. Maxey aveva già fatto ricredere tutti e stava giocando una stagione spettacolare, diventando praticamente la seconda stella di fianco a Joel Embiid, ma da quando è arrivato l’ex Nets i suoi numeri sono ulteriormente lievitati.
Dal debutto di Harden ha totalizzato a partita: 18.7 PTS, 2.5 REB, 3.5 AST, 1.2 TOV, 0.9 STL e 0.3 BLK in 34.8 minuti di utilizzo medio a partita con il 52.3% dal campo, il 48.0% da 3 su 5.3 tentativi a partita e l’85.3% dai liberi su 3.1 tentativi a partita.

Quello che mi ha impressionato è stata la sua crescita off ball. Se ben vi ricordate nei minuti in cui giocava con Embiid, nelle prime 58 partite di questa stagione, spesso Tyrese soffriva il non aver palla in mano e non sempre si faceva trovare pronto lontano da essa. Infatti la sua percentuale di canestri assistiti, prima della trade, era del 45.5%, mentre questa percentuale, dal 25 febbraio, è aumentata al 65.4%. Questo dato fa perfettamente capire, oltre all’eye test, come il gioco di Maxey sia cambiato con lo scambio e nonostante, come detto precedentemente, questa era la cosa che mi preoccupava di più, Tyrese ha risposto alla grande.
Quello che fa più impressione sono i dati riguardanti il tiro da 3. Post trade Tyrese sta tirando con quasi il 50% e tira quasi due volte in più a partita rispetto alla prima parte di stagione. Considerando che questo sembrava essere il suo punto debole, è impressionante il miglioramento fatto in nemmeno un anno.

Non so se questi dati saranno sostenibili ai Play-off, ma è evidente che l’arrivo di Harden gli abbia permesso di esplorare e di affinare una parte del suo gioco che prima era nascosta o comunque che mostrava delle lacune. I due tra l’altro si trovano molto bene sul campo e gli spazi creati dalle due stelle di Phila, permettono all’ex Kentucky di essere ancora più efficace (non è raro vedere un assist di Harden per Maxey in situazioni di transizione).

  • MATISSE THYBULLE:

Su Thybulle, a livello difensivo, potremo stare qui a parlare per ore e probabilmente ci sarebbero elogi a non finire. Ma oggi non parlerò di Matisse per la sua principale qualità, ma parlerò del principale problema dell’australiano, ovvero: la fase offensiva.
In tutti questi anni in cui l’ex Washington ha giocato per i 76ers tutti i tifosi hanno sempre ripetuto la stessa frase: “se mettesse su un tiro decente, diventerebbe il miglior 3&D della lega e giocherebbe più di 30 minuti a partita senza sè e senza ma”. Il problema è che Matisse in tutto questo tempo non è mai riuscito a sviluppare un tiro affidabile e anche per il resto, sempre a livello offensivo, è sempre stato nullo e spesso dannoso, tant’è che la maggior parte delle volte, ha dovuto giocare meno minuti di quanto sarebbe servito, per questa problematica.
Quest’anno la situazione non è cambiata e non fraintendetemi, Thybulle non è diventato l’attaccante che tutti sogniamo, però da quando James Harden è arrivato a Philadelphia, il miglioramento da parte dell’australiano è stato importante.

Matisse è passato dal segnare 5.6 punti a partita, con il 49.0% dal campo, il 28.6% da 3 e il 69.6% ai liberi, a segnarne 6.0 di media, con il 52.0% dal campo, il 38.5% da 3 e il 90.0% ai liberi.
Chiaramente non stiamo parlando di un miglioramento epocale e come detto prima, Thybulle non è diventato un grande attaccante e non ha risolto totalmente i suoi problemi, però sta andando sulla strada giusta e indubbiamente l’arrivo dell’ex Rockets lo sta aiutando molto. Non so se riuscirà a mantenere quelle percentuali da oltre l’arco, ma il fatto di averle aumentate di quasi il 10% post trade è un buon segnale e se ai Play-off riuscirà a rimanere più o meno intorno a quelle medie, sarebbe importantissimo per i Sixers. Inoltre, la cosa che mi sta piacendo di più è la sua crescita come tagliante e nel dunker spot. Prima della trade, ogni tanto riusciva a sfruttare bene gli spazi concessi da Embiid e il camerunense riusciva a servirlo sotto canestro, però dall’arrivo di Harden, questa tipologia di azione è aumentata e non è raro vedere un assist da parte del numero 1 per l’australiano in situazioni di penetrazione. Infatti, Matisse, riesce a leggere bene gli spazi che si vengono a creare e riesce a farsi trovare pronto e a segnare due punti facili.

Questo lo si sta notando anche da oltre l’arco, soprattutto dall’angolo, dove sta sfruttando bene gli spazi che gli vengono concessi per riuscire ad essere più efficiente ed efficace. Ultimamente abbiamo anche assistito a qualche sua partita in doppia cifra. Chiaramente non sono i punti la cosa importante del suo gioco, ma se riuscisse a continuare su quest’onda, ai Play-off, Phila potrebbe pagarlo meno del previsto.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica e spesso vediamo ancora degli errori banali da parte sua, come per esempio layup sbagliati a un centimetro dal canestro e senza marcatura, però il ragazzo è sulla strada giusta e può solo crescere.

  • TOBIAS HARRIS:

Se dovessimo analizzare solo i numeri, probabilmente parleremo di un Tobias Harris in netto calo da quasi ogni punto di vista, visto che a livello statistico le sue cifre sono calate in quasi ogni settore, ma se chiedeste a qualsiasi tifoso Sixers la seguente domanda: “preferiresti vedere la versione pre-trade o la versione di quest’ultimo periodo di Harris ai Play-off?”, probabilmente ogni tifoso risponderebbe che vorrebbe vedere la versione di quest’ultimo periodo, nonostante le cifre in calo.

Se prima produceva più punti dal campo e aveva più responsabilità, Tobias è nettamente un giocatore migliore in queste ultime partite e alcuni numeri, ma soprattutto l’eye test possono confermare questa sensazione. Harris, innanzitutto, è cresciuto in maniera importante al tiro da oltre l’arco. E’ passato dal tirare con il 34.5% su 3.4 tentativi a partita, a tirare con il 40.0% su 4.6 tentativi a partita.
Questo dato è molto importante in ottica Play-off, poichè Tobias stava faticando enormemente da 3 nella prima parte di stagione, ma dopo la trade (anche se inizialmente non si è adattato subito al nuovo sistema di gioco) è cresciuto in maniera netta, aumentando sia i tentativi che le percentuali. Inoltre, è evidente come rispetto a prima blocchi meno il flow dell’azione e sia più a suo agio off ball e soprattutto in Catch&Shoot.

Come ho detto prima tra parentesi, il ragazzo non si è immediatamente inserito nel nuovo stile di gioco dopo la trade, però è stato bravo a continuare a lavorare e ad impegnarsi per far sì di diventare utile e importante per questa squadra. Infatti ciò che mi preme di più non sono tanto i numeri, ma il fatto che si faccia trovare pronto quando serve e che riesca a dare una soluzione alternativa agli altri tre violini quando è necessario. Non era scontato che si abbassasse a ricoprire un ruolo, diciamo, da comprimario, però lo sta facendo e sta dimostrando grande umiltà e spirito di sacrificio che indubbiamente potranno tornare molto utili in Post-Season.

DUBBI E CERTEZZE: COME STA ANDANDO IL FIT TRA EMBIID E HARDEN?

Dopo aver parlato, nello scorso articolo, della squadra in generale, della second unit e, in questo articolo, dei principali miglioramenti dei singoli attorno a James Harden, è arrivato il momento di analizzare quello che più di tutto potrà fare la differenza per i successi o gli insuccessi dei Sixers, ovvero il fit Embiid-Harden e come i due sono arrivati alla fase finale della stagione.

Se pensiamo alla carriere dei sopra citati, indubbiamente salta subito all’occhio come nessuno dei due abbia giocato con dei giocatori simili all’altro, infatti James Harden non ha mai avuto un centro così dominante al suo fianco (ha giocato con Howard per un periodo, però Embiid è un giocatore completamente diverso) e Joel non ha mai avuto una guardia del genere al suo fianco (ha giocato con Butler, ma come nel caso di Dwight anche Jimmy è un giocatore diverso rispetto al Barba e lo stesso Embiid non era il giocatore di adesso).
Ciò può far presagire che il fit tra i due può essere problematico, anche perché andando ad analizzare le loro caratteristiche è evidente come potrebbero crearsi dei problemi. Harden, infatti, predilige molto l’utilizzo del Pick&Roll e sicuramente si trova più a suo agio con un rim runner al suo fianco. Embiid è totalmente l’opposto di questa tipologia di giocatore, visto che nel Pick&Roll è abbastanza mediocre e che necessita di avere molto la palla in mano per poter rendere al meglio. Al contempo Joel si troverebbe meglio con un giocatore che oltre ad avere una dimensione importante come passatore e che sappia costruirsi un minimo il tiro per sè stesso, sia molto efficace off ball e che liberi molti spazi attorno a lui grazie alla sua capacità di relocation. Harden lontano dalla palla è praticamente nullo e di sicuro non è il giocatore che si muove di più nella lega e anche lui ha bisogno di avere la palla in mano per poter rendere bene.
Con questo voglio dire che i Sixers sono spacciati e che il fit è un disastro? Assolutamente no e le partite che abbiamo visto fino alla fine della stagione possono darci delle risposte sul fatto che i due possano convivere ed essere anche potenzialmente devastanti, però, in ottica Play-off è giusto anche analizzare quelle che possono essere le problematiche che possono presentarsi.

Indubbiamente, da quando Harden è arrivato a Philadelphia entrambi stanno provando a venirsi incontro cercando di mutare un minimo i rispettivi stili di gioco. Infatti, penso di non aver mai visto Embiid rollare così tanto (anche se chiaramente il gioco in post rimane la sua principale peculiarità) e lo stesso Harden sembra muoversi un po’ di più e capita spesso di vederlo ricevere anche quando i set offensivi sono già partiti, con lui che riceve, per l’appunto, off ball. Nonostante, come detto precedentemente, entrambi non eccellono in queste situazioni, si sono viste cose positive e potenzialmente inarginabili da parte delle difese avversarie.

Embiid rolla molto lentamente spesso e volentieri, ma con l’abilità di Harden di trovare il compagno anche dopo qualche secondo l’aver arrestato il palleggio, il problema è potenzialmente arginabile, visto che poi Joel può ricevere ed essere pericoloso da ogni zona del campo. Infatti, rollando e ricevendo sotto canestro, nella maggior parte dei casi il camerunense porta a casa o un fallo o due punti facili, mentre poppando e quindi ricevendo lontano da canestro è praticamente ugualmente pericoloso, soprattutto dal midrange.

Chiaramente le difese ai Play-off alzano enormemente il livello e probabilmente per essere più efficace Joel dovrà velocizzare il movimento e rollare o poppare in maniera più decisa e soprattutto dovrà bloccare in maniera più convinta, però da che poteva sembrare un punto debole, potenzialmente, grazie all’abilità di Embiid di essere pericoloso sia dopo il roll che dopo il pop e grazie all’abilità di Harden di trovare il compagno al momento giusto, queste situazioni possono essere sfruttate, a mio parere, anche in Post-Season e si potrebbero rivelare efficaci e in più bisogna considerare che la Gravity creata dai due, apre una serie di spazi importanti e che possono essere sfruttati bene, grazie alla capacità di Harden di vedere i propri compagni liberi.

Harden, come detto prima, off ball è sempre stato molto statico e in generale crea poca gravity in quelle situazioni, però da quando è a Philly l’ho visto impegnarsi leggermente di più da questo punto di vista e inoltre non sempre inizia lui i set offensivi e in alcune situazioni lo abbiamo visto ricevere anche off ball per poi concludere l’azione con un passaggio o direttamente con un tiro.
Questo secondo me è il punto più importante per la Post-Season. Se James dovesse riuscire ad essere meno statico e dare qualche soluzione in più anche lontano dalla palla, potrebbero aprirsi spazi ulteriori e le difese avversarie potrebbero andare più in difficoltà. Infatti, credo che ai Play-off le difese si concentreranno molto sul non far ricevere palla ad Harden sfruttando la sua staticità off ball e lasciando di conseguenza più spazio ad Embiid che è meno limitabile in generale, ma che chiaramente se non supportato adeguatamente, può far fatica a reggere il peso offensivo da solo. Se Harden riuscirà ad essere meno statico, le difese chiaramente farebbero più fatica a limitarlo e inoltre si aprirebbero spazi importanti anche per i vari Harris, Maxey & co, che potrebbero sfruttare meglio la gravity creata dalle due stelle.

Sinceramente vedendo l’Harden delle ultime partite ho qualche dubbio che questo accada, anche perché fisicamente non mi sembra al top. Detto ciò mi auguro che capisca che questa cosa può essere fondamentale in ottica Play-off e mi auguro che in queste ultime partite, semplicemente si sia un po’ risparmiato.

COME STANNO LE DUE STELLE?

Avrei preferito vederli più a riposo in quest’ultimo periodo e Harden mi sembra in difficoltà ultimamente, soprattutto fisicamente e anche al tiro. E’ evidente che ormai non è più il giocatore dei Rockets e che probabilmente non lo sarà più e questo potenzialmente può essere un problema per il futuro dei 76ers, però The Beard è un giocatore intelligente e a mio parere se riuscisse ad entrare in forma e continuasse sull’onda del giocare di più per la squadra, ci potremo divertire, ma sicuramente le fortune dei Sixers passeranno molto dal suo stato di forma e da come vorrà approcciare questo finale di stagione.

Embiid arriva in questi Play-off dopo aver giocato il miglior basket in carriera ed essendo ormai uno dei top 5 giocatori della lega. Questa Post-Season potrebbe significare molto per la sua futura legacy e sono convinto che vedremo dei Play-off importanti da parte sua. Per la prima volta sembra finalmente essere sano e speriamo che questo possa perdurare per tutta la durata dei Play-off.

CONCLUSIONI

Come dissi all’inizio dello scorso articolo, solo i Play-off potranno dirci se effettivamente i Sixers sono una reale contender e se la mossa di prendere Harden sia stata giusta.
In questi due articoli ho provato ad analizzare da tutti i punti di vista i pregi e i difetti di questa squadra e il mio giudizio finale è il seguente.

Questa squadra ha le capacità per arrivare fino in fondo, ma molto dipenderà da come il duo approccerà la Post-Season, sia fisicamente, che in campo, poichè è vero che nell’ultima parte di Regular Season si sono viste anche cose buone (anche tante difficoltà), ma ai Play-off il livello è totalmente diverso e come detto nel paragrafo precedente, entrambi dovranno mettersi al servizio dei compagni e l’un per l’altro per evitare che gli avversari possano trovare le giuste contromisure per arginare la squadra.

Indubbiamente, poi, la second unit, i limiti in fase difensiva e un coach che personalmente ritengo inadatto, possono essere dei problemi importanti e la squadra potrebbe pagarli a caro prezzo, però al contempo, la squadra ha il talento per poter vincere contro tutti. Personalmente per risolvere parte di questi problemi, mi piacerebbe vedere Danny Green partire in quintetto (per una questione di maggior copertura difensiva) e veder partire Maxey dalla panchina come sesto uomo per dare un boost importante alla second unit, non fraintendetemi, non voglio declassare Maxey o ridurre il suo minutaggio, ma credo semplicemente che questa possa essere una soluzione percorribile per affrontare al meglio la Post-Season (soprattutto i Raptors). Poi, continuerei con la divisione dei minuti delle coppie viste in queste partite post trade, però dovendo affrontare degli avversari che indubbiamente a livello atletico possono infastidire molto i Sixers ritengo che questa possa essere una soluzione per soffrire meno difensivamente e per pagare meno i minuti con la second unit in campo. Inoltre, sempre per questo problema, mi piacerebbe vedere utilizzato di più Paul Reed, che per quanto possa essere poco pronto e spesso confusionario, porta un contributo enormemente maggiore rispetto a DeAndre Jordan.
Infine spero che Rivers commetta meno errori del solito e che si decida ad effettuare i giusti accorgimenti all’interno di una serie, ma su questo ho molti dubbi purtroppo.

PRONOSTICO FINALE

I Sixers a mio parere riusciranno a passare il primo turno contro i Raptors 4-1 e anche il secondo turno contro (potenzialmente) gli Heat 4-2 o 4-3, però credo che alla fine usciranno alle Eastern Conference Finals contro i Bucks o i Nets in una serie molto tirata. Ovviamente spero di sbagliarmi e che la squadra riesca a vincere il titolo, ma essendo realista, questa è la mia previsione.

Buona Post-Season a tutti!