Classe operaia al lavoro. Episodio 3. Grant Williams: a beautiful mind

Oggi conosciamo un altro orgoglioso membro della classe operaia NBA: Grant Dean Williams. Il prodotto di Tennessee è ormai al terzo anno tra le file dei Celtics e dopo due anni di onesto lavoro sta iniziando a mostrare qualità che potrebbero garantirgli il posto nella lega per anni a venire. Ma iniziamo appunto dal passato per capire cosa ha permesso questo ulteriore step.

La situazione iniziale

Al Draft 2019 Danny Ainge con la pick numero 22 seleziona proprio Grant, un’ala grande di 1 metro e 98 per 107 kg. Scelta arrivata un po’ in anticipo rispetto a quanto ci si aspettava da qualche Mock dell’epoca, ma guardando a posteriori le scelte successive possiamo dire che è stato un buon investimento (sicuramente meglio della 15esima scelta – sempre dei Cs – riservata a Romeo Langford). Quello che riportano i draft profile è stato mantenuto abbastanza con coerenza nel passaggio da College a NBA: un giocatore intelligente sia in attacco che in difesa, ottimo scorer e passatore dal post con buon finishing vicino al ferro, grande competitor con “feel for the game”, che tuttavia è sottodimensionato come 4 e manca di atletismo. La chiave di volta anche per David Correll di nbadraft.net è il tiro da fuori, che non ha mai usato come prima opzione nella carriera collegiale, ma che nel passaggio “tra i grandi” diventerà parte integrante del gioco di Williams.

Nel video riportato qua sopra, Jonathan Givony (uno dei guru per quanto riguarda il mondo College ed il Draft NBA) esprime le sue impressioni sul classe ‘98 e dopo 3 anni possiamo dire che ci ha visto lungo.

Uomo spogliatoio
Fin dal Draft uno degli aspetti di Grant Williams che lo ha fatto risaltare è stato la testa. Sia in campo che (soprattutto) fuori ha mostrato un’attitudine al lavoro fuori dal comune e una mentalità utile ad ogni spogliatoio. Per quanto il basket sia uno sport di numeri, di movimenti e di vantaggi, è prima di tutto uno sport di squadra e la squadra in sè è composta da una rete di rapporti interpersonali che possono influire in vari modi sul rendimento di quest’ultima.

Questo video dà un’idea del Grant uomo spogliatoio, in una post-game interview elenca le sue associazioni tra i compagni ed i supereroi Marvel. Non è la prima volta che tramite video o post social si evince che il nativo di Houston sia una vera e propria macchina per quanto riguarda momenti di svago. Queste cose possono sembrare futili, ma avere un compagno così può portare qualsiasi ambiente a rendere meglio.

Inoltre dall’Agosto 2021 Grant Williams è entrato a far parte della NBPA – l’organizzazione che rappresenta i giocatori NBA – come vice-presidente, aggiungendo il suo nome ad una lista di giocatori apprezzabili a livello umano oltre che sportivo, tra i quali possiamo menzionare il compagno Jaylen Brown ed il veterano Andre Iguodala.

La difesa

La dimensione difensiva di Grant Williams è stata importante fin dall’inizio del suo percorso nella lega; sicuramente gli aspetti dove spicca sono la difesa in post – anche se sottodimensionato è difficile da spostare, riesce a tenere bene la posizione – e la vocalità con cui aiuta e dirige i suoi compagni. Mentre ci potevano essere dubbi sulla difesa perimetrale in quanto si pensava che ali più rapide avrebbero potuto batterlo facilmente in partenza.

A partire dagli anni del College ha mostrato una tendenza a fare molti falli, che tuttavia ha migliorato nei 3 anni da professionista: nell’anno da rookie 5.6 su 36 minuti, calati a 3.5 nella stagione corrente dove sta trovando più minutaggio.
Questo è sicuramente causa del fatto che Grant contesta praticamente sempre il tiro, tra le ali della sua altezza è il miglior “contestatore di tiri” dopo l’alieno Draymond Green – il quale domina buona parte delle hustle stats – con 7 di media a partita.

La wingspan di 2 metri e 10 lo aiuta ad avere la meglio a rimbalzo anche contro giocatori più alti e/o atletici di lui, come in ogni aspetto del suo gioco la costante applicazione mentale gli permette di coprire le lacune fisiche. Non è raro vederlo fare giocate difensive vincenti come quelle riportate nei video qui sotto: nella suddetta partita contro Okc ha giocato 37 minuti da titolare al posto di Robert Williams, finendo a tabellino con il suo primo 20+10 e nessuna palla persa.

Subito dopo il rimbalzo offensivo soffiato a Darius Bazley ed il fallo subito…

…nella metà campo difensiva stoppa la tripla di Mann per mettere in ghiaccio la vittoria di Boston.

Non sempre la difesa riesce ad adeguarsi in anticipo, ad esempio nel video sopra Grant rimane accoppiato con Nikola Jokic, tuttavia tiene bene l’uno contro uno e nega i due punti al Serbo.

Invece qua sopra l’accoppiamento è con Towns, gli scivolamenti riescono a guadagnare abbastanza tempo per l’aiuto al ferro di Timelord.

Il Miglioramento dall’arco

Come già detto in precedenza, le percentuali da tre con grande probabilità sarebbero state la cartina tornasole per quanto concerne il successo di Grant Williams in NBA. Il primo anno sotto questo punto di vista fu allarmante, infatti sulle 69 partite la percentuale da dietro l’arco è stata del 25%. Fortunatamente con l’anno da sophomore si iniziano ad intravedere dei miglioramenti, a fine stagione la percentuale si alza a 37%. La stagione corrente segna il definitivo miglioramento, allo stato attuale delle cose Grant sta tirando con il 41% da tre.

Non si sa da quanto, ma Williams è stato seguito da Lethal Shooter, uno shooting coach famoso sui social e non nuovo a collaborazioni con franchigie NBA. Si può speculare sul fatto che il grosso del lavoro sulla forma di tiro sia stato fatto tra la prima e la seconda stagione, in quanto le percentuali di conversione nei casi “wide open” e “open “sono aumentate notevolmente. Invece quest’anno tira 1.3 triple in più a partita rispetto alla scorsa stagione, ma con maggior efficienza, uno dei possibili motivi è sicuramente la presenza di Robert Williams III, il quale crea più spazio sulle ali con la sua gravity da rollante. Un’altra causa del miglioramento può essere il miglioramento del passing game di Jayson Tatum, il quale trova sempre più spesso l’uomo libero sul lato debole. Il 30% dei passaggi ricevuti da Grant arriva in modo equamente distribuito da Tatum e Smart, i tiri successivi a questi passaggi nel 46% dei casi diventano punti.

Nel video qui sopra si vede perfettamente la prima casistica: avviene un gioco a due tra Tatum e Robert Williams, il quale rollando a canestro attira il difensore di Grant, che a sua volta lascia spazio per una tripla dall’angolo, 3 facili.

Qui sopra Tatum effettua un bellissimo passaggio di mano destra dal palleggio, cogliendo la difesa impreparata e Grant punisce nuovamente dall’angolo. Williams è uno dei migliori tiratori della lega dagli angoli: il 29% dei suoi tiri arriva da lì (99 esimo percentile), convertendoli nel 47% dei casi (91 esimo percentile).

Le triple nella metà dei casi sono “open” o “wide open”, bisogna valutare se in futuro le difese si adegueranno. Come visto nei video questo comporta spesso non aiutare un eventuale taglio a canestro dopo un gioco a due centrale, quindi l’attacco di Boston risulta fortemente dipendente dalla pericolosità di Grant.

Ruolo nella rotazione dei lunghi
Nelle 5-men lineups di Boston, togliendo dai titolari Horford e inserendo grant il quintetto ha un +7 di net rating su 100 minuti. Williams è di fatto il terzo lungo di rotazione dopo i due titolari, contando che Udoka tende a schierare quintetti con il doppio lungo. Con l’arrivo di Theis alla deadline, il tedesco è stato spesso accoppiato con lui contro le second unit.

Nel primo turno di Playoffs appena conclusosi – dove i Celtics hanno superato con un inaspettato sweep i Nets – Grant ha girato a 11 punti, 4 rimbalzi e 1 stoppata e mezza su 30 minuti di media a partita. Riprendendo gli aspetti menzionati prima è stato fondamentale proprio per due cose: la difesa e le percentuali dall’arco. I dati di nba.com dicono che Durant in 13 minuti di accoppiamento con Williams ha segnato soli 6 tiri su 20 dal campo ed ha perso 5 palloni. Ad una difesa di prim’ordine su un attaccante extraterreno, Grant ha abbinato un rendimento elite in attacco, punendo spesso e volentieri la difesa dei Nets che si adeguava su Tatum. Infatti ha messo a segno il 50% delle triple su 4 tentativi a gara, molte delle quali in momenti decisivi.

Qui sopra un riassunto di quanto detto, l’impatto di Grant è stato necessario a Boston per passare indenne questo primo turno. Ora nelle semifinali di conference il nemico da battere sono i Bucks, ancora una volta Grant dovrà rispondere presente buttando dentro triple importanti. Non ci resta che aspettare e vedere, sicuramente il prodotto di Tennessee non vede l’ora di mettersi alla prova, di nuovo.