Philadelphia 76ers: la strada è in salita

Dopo l’uscita agli scorsi Playoff contro i Miami Heat, Daryl Morey e i Philadelphia 76ers avevano un obiettivo ben chiaro: ripartire dal trio Embiid/Harden/Maxey cercando di affiancargli la miglior squadra possibile per fare il definitivo salto di qualità e per poter competere per il titolo NBA.

L’Off-Season, a detta praticamente di tutti, è stata molto positiva. Infatti, i Sixers sembravano aver preso i giocatori ideali da inserire nel proprio roster e la convinzione era quella di aver preso gli uomini giusti per riempire le lacune che si sono viste agli scorsi Playoff e inoltre, queste acquisizioni, sono state possibili anche grazie al contratto team friendly firmato da James Harden, il quale ha rinunciato a qualche milione per restare a Philadelphia e per permettere a Morey di costruire una squadra competitiva.

I nomi che sono arrivati ai 76ers, effettivamente, hanno fatto salire l’hype intorno alla squadra, anche perché il duo Harden/Embiid con una stagione intera sulle spalle potrebbe diventare un problema per chiunque, Maxey può solo che continuare a crescere e Melton, Tucker, House e Harrell aggiungono gran profondità al roster e vanno potenzialmente a limare alcuni difetti che la squadra ha sempre dimostrato di avere.

Poco prima dell’inizio della stagione in molti, infatti, davano Phila come una delle favorite, insieme a Bucks e Celtics, per contendersi il trono della Eastern Conference e dopo il training camp e la Pre-Season l’ambiente sembrava molto in fiducia e c’era un’aura di positività che circondava la squadra.
La realtà, invece, sta dimostrando che questa squadra ha diverse problematiche importanti da risolvere e che la strada per arrivare alle tante sognate Finals è molto in salita.

In questo articolo andremo ad analizzare questa prima parte di stagione, che sicuramente non ha rispecchiato le aspettative e proveremo a dare una chiave di lettura per il futuro.

(Tutti i dati utilizzati nell’articolo sono presi da NBA.com/stats).

Principali criticità mostrate in questo inizio di stagione

Innanzitutto bisogna tenere in considerazione che in queste prime 16 partite abbiamo visto due squadre completamente diverse: una con James Harden che mostrava determinati problemi, e una senza che ne sta mostrando degli altri.
The Beard ha giocato le prime 9 partite della stagione, per poi infortunarsi contro i Washington Wizards nella partita giocata al Wells Fargo Center il 2 novembre. Dopo questi primi match il record era di 4 vittorie e 5 sconfitte e nonostante Embiid avesse saltato qualche partita durante quel periodo, i problemi della squadra erano evidenti e non dipendevano esclusivamente dalle sue assenze.

  • La difesa

In queste prime 9 partite la difesa sembrava il problema principale e oltre all’eye test anche le statistiche lo confermano. In questo periodo, infatti, i Sixers hanno avuto un Defensive Rating di 115.6 (uno dei peggiori nella lega), concedendo più di 16 Fast Break Points a partita e il 47% dal campo ai propri avversari.

La cosa più evidente era la difficoltà della squadra di Rivers a proteggere i Pick&Roll avversari e in generale in campo la squadra concedeva troppi matchup sfavorevoli. Il backcourt Harden/Maxey era insostenibile e il basso livello di forma di Joel Embiid, misto ad una difesa drop molto profonda, permetteva alle altre squadre di colpire i Sixers senza troppi problemi.

In quelle partite, tra l’altro, Thybulle e un altro abile difensore come Paul Reed venivano tenuti in panchina o fatti giocare pochissimo e la conseguenza è stata quella di iniziare la stagione con un record di 1-4 facendo acqua da tutte le parti.
Infatti, se Melton poteva essere un fattore positivo, spesso era schierato in lineup con difensori poco sostenibili (come Maxey e Niang per esempio) e ovviamente De’Anthony non poteva coprire le lacune dell’intera squadra.

Chiaramente i problemi nascevano, anche, dalla poca forma di alcuni giocatori come Embiid o Tucker ed avendo molti nuovi elementi, la squadra ovviamente si doveva amalgamare, però le problematiche andavano oltre queste logiche ed era evidente che le rotazioni che proponeva Rivers erano insostenibili. Nelle successive 4 partite l’allenatore ex Clippers ha scongelato sia Thybulle che Reed e la squadra ha anche iniziato leggermente a carburare e qualche miglioramento si è visto, ma la difesa in transizione rimaneva un problema enorme e il fatto di giocare i minuti più importanti del match con Maxey ed Harden in campo assieme esponeva i 76ers a diverse lacune e gli avversari avevano poche difficoltà a costruirsi ottimi tiri o a dominare l’area in assenza di Embiid.

Da quando l’ex Rockets, invece, si è infortunato la situazione difensiva è completamente cambiata. I suoi minuti, infatti, sono stati coperti da Melton e Thybulle, che sono due grandi difensori, i meccanismi si sono oliati e alcuni giocatori, come Embiid, sono saliti di livello.

In queste ultime 7 partite senza Harden i Sixers hanno avuto nettamente il miglior Defensive Rating della lega con 101.6. Certo, giocare ad un Pace basso può aiutare, però è indubbio che la squadra sia salita di livello e, nonostante qualche passaggio a vuoto, nelle ultime partite è evidente come gli avversari facciano molta più fatica a sfruttare determinate situazioni.
Embiid sta entrando in forma e non concede più lo spazio che concedeva ad inizio stagione e non è raro vederlo fare show o addirittura fare uno switch su avversari più piccoli e anche se la difesa drop, rimane quella che predilige, avere sempre uno tra Thybulle e Melton, o addirittura entrambi, insieme per esempio ad House o Tucker, che inseguono sui blocchi il proprio avversario, ha cambiato completamente il livello difensivo della squadra.

Alcuni giocatori rimangono delle liabilities, come Maxey o Niang, ma entrambi si impegnano molto e non è raro vedere alcune ottime giocate difensive anche da loro.

Indubbiamente non avere un difensore pessimo come Harden in campo, accoppiato tra l’altro con Maxey, aiuta molto la squadra da questo punto di vista, però, questo non deve essere visto come una situazione temporanea che terminerà a breve con il rientro dell’ex Nets. Sicuramente il suo rientro farà calare il livello difensivo generale, però queste partite possono far capire a Rivers che in campo deve essere sempre presente almeno uno tra Thybulle e Melton affiancati ad uno tra Maxey ed Harden. Il problema più evidente, infatti era la loro convivenza sul parquet a livello difensivo e dividere il più possibile i loro minuti all’interno del match, potrebbe essere una soluzione per non far calare troppo le prestazioni difensive della squadra e per permettere, anche, ad entrambi di giocare meglio poichè nessuno dei due ha bisogno dell’altro per essere innescato, in quanto entrambi non hanno alcun problema a creare palla in mano, anche perchè è evidente come Tyrese quando è in campo con le due star principali, un po’ soffra la loro presenza e spesso non riesce ad incidere come dovrebbe.

Una costante che, invece, si è evidenziata fin dall’inizio della Regular Season è la carenza della squadra nell’andare a rimbalzo efficacemente. Infatti, non è raro vedere gli avversari surclassare i Sixers, soprattutto a rimbalzo offensivo, dove spesso la squadra concede troppe seconde chances e le altre squadre ne approfittano per trovare comunque la via del canestro. Anche le statistiche confermano questa problematica. Ad oggi i 76ers sono 29esimi in NBA per percentuale di rimbalzi presi sul campo (REB%), raccogliendone appena il 47.0%.

Questo problema è di difficile risoluzione, proprio per la struttura della squadra. Embiid nonostante sia un lungo, non è sicuramente il miglior rimbalzista della lega e non è raro vederlo soffrire da quel punto di vista.

Harrell e Reed, per quanto siano due giocatori che portano grande energia, sono comunque sottodimensionati e in generale la squadra non ha dei rimbalzisti clamorosi. PJ Tucker ogni tanto può strappare qualche rimbalzo, soprattutto offensivamente e anche lo stesso Melton ha una buona capacità di andare a rimbalzo, però non bastano per risolvere il problema.

Una cosa che si può sicuramente migliorare è l’aggressività e la capacità di arginare meglio i propri avversari diretti, ma questa squadra, a meno di stravolgimenti, soffrirà sempre da questo punto di vista.

  • L’attacco

Anche dall’altra parte del campo si sono viste delle differenze abbastanza importanti nel giocare con o senza Harden. Nelle prime 9 partite della stagione la squadra ha avuto un Offensive Rating di 116.6 e nonostante la squadra desse la sensazione di vivere un po’ troppo sul proprio talento, l’attacco era sicuramente più prolifico e soprattutto, James aveva iniziato la stagione alla grande, con delle prestazioni offensive che parzialmente ricordavano le sue stagioni passate.
Non è tutto oro quel che luccica e infatti i Sixers mostravano anche da questa parte del campo delle lacune. Non era raro vedere la squadra arrivare a prendersi un pessimo tiro allo scadere dei 24 secondi, dopo un’azione molto lenta e mal gestita e ogni tanto i principali tenori dei 76ers forzavano qualche giocata di troppo in isolamento.

La sensazione era quella di vedere una squadra poco organizzata a livello di set creati per coinvolgere al meglio i propri giocatori e spesso e volentieri, infatti era Harden che toglieva le castagne dal fuoco, trovando il compagno messo meglio o concludendo l’azione in solitaria.

Come ho detto in precedenza, infatti, la squadra sembrava vivere molto sul proprio talento, però come per la parte difensiva, anche in quella offensiva, essendoci diversi elementi nuovi all’interno del roster, bisognava trovare la giusta quadra e solo giocando diverse partite assieme poteva essere trovata. Parzialmente, infatti, dopo il disastroso inizio di 1-4, la squadra offensivamente stava crescendo, mostrando un gioco più fluido e trovando spaziature migliori e nelle successive 4 partite sono arrivate 3 vittorie, condite sicuramente anche da una miglior circolazione di palla.

Con l’infortunio di Harden, chiaramente la situazione è cambiata. Innanzitutto a questo roster manca una vera e propria Point Guard di riserva, che possa sostituire The Beard, sia all’interno del match, sia quando non è disponibile, per cui era lecito aspettarsi che con Maxey come principale portatore di palla, supportato parzialmente da Melton e Shake Milton, con qualche sporadica presenza di Korkmaz, la squadra avrebbe fatto più fatica a costruire un attacco fluido, fatto di buona circolazione di palla e sempre alla ricerca dell’uomo libero e che ovviamente tutto il peso offensivo se lo sarebbe sorbito Embiid, aiutato da Maxey.

La squadra in queste ultime 7 partite ha avuto un Offensive Rating di 105.2 (ultimo posto nella lega) e se Embiid non avesse tirato fuori tre prestazioni enormi, soprattutto con i Jazz, che è stata assolutamente leggendaria, al momento probabilmente i Sixers si troverebbero con un record parecchio negativo. Bisogna dire che Maxey in questo ultimo periodo non ha giocato la sua miglior pallacanestro in carriera , anche se con Milwaukee era partito benissimo prima di infortunarsi, però è evidente che a questa squadra manchi un vero e proprio direttore d’orchestra che gestisca i ritmi in campo. Per quanto, infatti, le lacune evidenziate prima, fossero evidenti anche con Harden sul parquet di gioco, il livello offensivo in queste ultime partite è stato molto risicato e spesso la squadra risulta senza idee, se non quella di dare palla a Joel sperando che combini qualcosa di buono.

Come ho detto precedentemente era lecito aspettarsi che Embiid si prendesse sulle sue spalle il peso dell’attacco, però è altrettanto vero che se già a questo punto della stagione i Sixers hanno bisogno di un Embiid da 35/40 punti di media per riuscire ad essere competitivi, la situazione diventa preoccupante ed è necessario trovare una soluzione a tutto ciò.

Rivers dovrà riuscire a trovare un equilibrio tra queste due situazioni, perché se con Harden i Sixers giocano meglio offensivamente, ma difensivamente si annoverano tra le peggiori squadre della lega e senza di lui accade totalmente il contrario, è necessario che al suo rientro si riesca a trovare una quadra per riuscire ad essere competitivi su entrambi i lati del campo.

Una soluzione potrebbe essere quella, come ho già detto precedentemente, di dividere il più possibile i minuti di Harden e Maxey durante il match, facendo giocare sempre uno tra Melton e Thybulle per dare più consistenza alla difesa e permettendo a James e Tyrese di avere il controllo del gioco per poter essere sempre pericolosi anche in fase offensiva. Inoltre, entrambi potrebbero essere accoppiati con uno degli altri due pezzi importanti del quintetto, ovvero Harris ed Embiid. Quest’ultimo potrebbe essere accoppiato con Harden per migliorare il fit tra i due, visto anche che fino ad ora i due hanno giocato poco assieme, mentre Harris potrebbe giocare più minuti insieme a Maxey, sfruttando anche maggiormente le sue capacità di giocare il Pick&Roll da handler e facendolo giocare più minuti possibili contro le second unit avversarie. Il dubbio è che Doc Rivers riesca a capire la situazione e a fare le scelte migliori per la squadra.

  • Doc Rivers e le rotazioni

La costante perenne di questo inizio di stagione è stata la confusione mostrata da Doc Rivers per quanto riguarda le scelte nelle rotazioni. Innanzitutto essendo ad inizio Regular Season gli starters stanno giocando troppi minuti di media, infatti i quattro principali protagonisti della squadra sono tutti in top 50 per media di minuti giocati.

  • James Harden: 36.7 minuti di media
  • Tyrese Maxey: 36.4 minuti di media (minutaggio inficiato dai 20 minuti giocati contro i Bucks)
  • Joel Embiid: 35.4 minuti di media
  • Tobias Harris: 33.7 minuti di media

Questi, potenzialmente, sono già minutaggi da Playoff e spremere così tanto i quattro giocatori più importanti della squadra può portare a delle conseguenze spiacevoli in vista della Post-Season, a livello di infortuni o di poca condizione fisica. Probabilmente Rivers, vista la partenza lenta sta provando ad affidarsi ai suoi uomini più fidati ed è parzialmente comprensibile, ma essendo ad inizio Regular Season, l’auspicio sarebbe quello di vedere rotazioni più ampie e qualche sperimentazione in più.

Sicuramente rispetto alle primissime partite le rotazioni si sono un po’ allungate, visto che ad inizio anno Thybulle, Reed e Milton non vedevano il campo. Detto ciò quello che spesso è incomprensibile, è come non sfrutti i giocatori che in un determinato momento del match stiano rendendo molto bene. Per fare un esempio pratico: nella partita contro i New York Knicks, Paul Reed stava dominando dal punto di vista difensivo e New York era in evidente difficoltà nell’ultimo quarto. Doc Rivers ha preferito togliere Reed e mettere al suo posto PJ Tucker e giocare gli ultimi minuti con un quintetto small. Il risultato è stato disastroso. I Knicks hanno recuperato lo svantaggio e alla fine sono riusciti anche a vincere la partita e Reed è stato messo nuovamente in campo solo negli ultimi istanti e chiaramente il match era già compromesso. Questo è solo uno degli esempi da citare, ma in questa prima parte di stagione non è stato raro vedere errori di gestione del genere.

Indubbiamente quest’inizio di stagione non convincente non è solo da imputare a lui, anche perchè precedentemente abbiamo analizzato i problemi che ha la squadra e alcuni sono proprio strutturali. Indubbiamente, però, il suo vizio di utilizzare rotazioni ristrette e a volte particolari, sembra non scomparire e questo può essere molto limitante per la squadra e per gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Se dovesse continuare a non convincere, non mi meraviglierei di vederlo partire durante la stagione.

  • Cosa aspettarsi dal prosieguo della stagione

Al momento la squadra ha un record di 8-8 e sta facendo molta fatica a staccarsi dal 50% di vittorie e sconfitte, però la stagione è ancora lunghissima e indubbiamente dobbiamo tenere in considerazione che, nonostante tutte le problematiche evidenziate in precedenza, la squadra ha già avuto parecchie defezioni (per ultima quella di Maxey) e sicuramente è necessario che la squadra continui a giocare assieme per trovare la giusta amalgama e per entrare anche definitivamente in forma. Indubbiamente, però, come abbiamo visto, alcune cose vanno cambiate, soprattutto a livello di rotazioni e di lineup schierate. E’ ovvio che dividere i minuti di Maxey e Harden, con magari il primo che rischierebbe di non finire in closing lineup per i già citati problemi difensivi, potrebbe non far piacere a tutti, soprattutto ai diretti interessati, ma l’obiettivo deve essere quello di arrivare fino in fondo e se per vincere, o comunque trovare la quadra, è necessario fare dei sacrifici, quest’ultimi devono essere fatti, perché a contare non sono i singoli, ma la squadra nel suo insieme.

La strada è sicuramente in salita, ma i rimedi per farla diventare un po’ meno ripida, secondo l’autore, ci sono e saranno attuabili da quando Harden e Maxey torneranno in squadra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *